Referendum, è scontro totale tra Gratteri e Nordio: «Il Ministro non sa cos'è la mafia»
NAPOLI, 17 Febbraio 2026 – Non è più solo un confronto accademico o un dibattito tra visioni opposte del diritto:…
In un momento di altissima tensione istituzionale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, compie un gesto senza precedenti nel suo undici anni di mandato. Per la prima volta dal 2015, il Capo dello Stato ha deciso di presiedere una seduta ordinaria del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Non una cerimonia formale o un’occasione solenne, ma i lavori quotidiani dell’organo di autogoverno delle toghe, scelti come palcoscenico per lanciare un monito fermo e inequivocabile: la Repubblica non può permettersi il venir meno del rispetto reciproco tra i poteri dello Stato.
Referendum, è scontro totale tra Gratteri e Nordio: «Il Ministro non sa cos'è la mafia»
NAPOLI, 17 Febbraio 2026 – Non è più solo un confronto accademico o un dibattito tra visioni opposte del diritto:…
Una presenza eccezionale per una necessità urgente
L’apertura dell’intervento di Mattarella ha immediatamente chiarito la straordinarietà dell’evento. Il Presidente ha ammesso con estrema franchezza la non consuetudine della sua partecipazione ai lavori ordinari, sottolineando come in oltre due mandati non si fosse mai verificata una circostanza simile. La decisione di sedere al centro del plenum è stata dettata, nelle parole del Capo dello Stato, dalla necessità e dal desiderio impellente di ribadire il ruolo di rilievo costituzionale del CSM. Una mossa che suona come una difesa dell’istituzione, ma anche come un richiamo alla responsabilità per chi la abita e per chi, dall’esterno, ne critica l’operato.
Nordio, parole peggiori di quelle di Gratteri: «Al Csm un sistema paramafioso»
Il dibattito referendario sulla giustizia abbandona definitivamente i binari del confronto di merito per precipitare in uno scontro frontale senza…
Il richiamo al rispetto e l’interesse della Repubblica
Il cuore del messaggio presidenziale è un’esortazione alla fermezza e alla compostezza. Mattarella ha rinnovato l’invito al rispetto vicendevole, definendolo un imperativo da seguire in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza. Questo richiamo non è apparso come un semplice esercizio di retorica, ma come un monito rivolto a tutto l’arco istituzionale. Per il Capo dello Stato, il decoro e la correttezza nei rapporti tra istituzioni non sono opzioni formali, ma requisiti essenziali per la tenuta democratica e per il perseguimento dell’interesse superiore della Repubblica, che deve sempre prevalere sulle contese di parte.
Gratteri critica il Sì al referendum: “Lo votano indagati e centri di potere”
In vista del referendum costituzionale che si terrà questo marzo, il magistrato e procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che più…
Critiche ammissibili, ma fuori dalla politica
Il Presidente non ha però scelto la via della difesa d’ufficio a oltranza. Con realismo, ha riconosciuto che il Consiglio Superiore della Magistratura, nel suo funzionamento concreto, non è esente da difetti, lacune o errori. Per questo motivo, Mattarella ha precisato che le critiche nei confronti dell’organo sono non solo possibili, ma legittime, così come lo sono nei confronti del potere legislativo e di quello esecutivo. Il punto dirimente, tuttavia, resta il perimetro in cui tali critiche devono muoversi. Il CSM, ha avvertito con forza il Presidente, deve rimanere rigorosamente estraneo ai temi e alle controversie di natura politica. L’istituzionalità deve restare il solo linguaggio ammesso all’interno di Palazzo dei Marescialli, per evitare che la magistratura venga trascinata nell’arena dello scontro partitico.
Giustizia, lo strappo delle 51 toghe. Il «caso Gratteri» spacca la magistratura
Il clima all’interno della magistratura italiana non è mai stato così teso. L’ultima scintilla, capace di innescare un incendio che…
Un monito per il futuro delle istituzioni
Il breve ma densissimo intervento si è concluso con la riaffermazione di un principio cardine: la distinzione dei ruoli. Mattarella ha agito non solo come Presidente del Consiglio superiore, ma soprattutto come garante della Costituzione, avvertendo la necessità di parlare “nell’interesse della Repubblica”. In un clima spesso segnato da reciproche invasioni di campo tra politica e magistratura, le parole di Mattarella fissano un confine invalicabile. Il rispetto non è un omaggio alla burocrazia, ma la condizione necessaria perché ogni potere — legislativo, esecutivo e giudiziario — possa operare correttamente senza delegittimare l’altro, garantendo così la stabilità delle fondamenta democratiche del Paese.