Stadio Italia, mille giorni senza calcio a Sorrento. C’è la svolta: nominato il rup
Oltre mille giorni di silenzio, cancelli chiusi e spalti vuoti. Più di mille albe senza il tifo sugli spalti, senza il rosso e il nero a colorare il cuore della città. Lo Stadio Italia è diventato, suo malgrado, il simbolo di un’attesa logorante.
Ora, però, qualcosa si muove. Sarà direttamente la dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Sorrento, l’architetto Genoveffa Acampora, a ricoprire il ruolo di Rup – Responsabile unico del procedimento – per i lavori di riqualificazione funzionale e adeguamento ai criteri infrastrutturali della Lega Nazionale Calcio (professionale) dello stadio Italia. Una nomina attesa da tempo, passaggio necessario per rimettere in moto un iter che, tra stop, polemiche e vicende giudiziarie, ha finito per allungare oltremisura i tempi della riapertura.
La firma sul provvedimento è della stessa Acampora, che ha individuato anche le altre figure chiave dell’intervento. Direttore dei lavori sarà l’architetto Pasquale Datura, funzionario di alta professionalità tecnica dell’ente di piazza Sant’Antonino. Ispettore di cantiere l’istruttore tecnico Mario Parlato, anch’egli in servizio presso il Comune. Per il coordinamento della sicurezza è stata scelta l’ingegnere Nunzia D’Esposito, mentre il collaudo statico sarà affidato all’ingegnere Gennaro Gargiulo: entrambi professionisti esterni all’organigramma comunale.
Un assetto tecnico definito nei dettagli, dunque, per provare a restituire alla città il suo impianto sportivo e riportare in casa la squadra rossonera, costretta da oltre tre anni a peregrinare lontano dalle mura amiche. Ma la partita che si gioca attorno allo stadio non è soltanto tecnica. È anche – e soprattutto – politica e simbolica. Le vicende legate all’inchiesta sul cosiddetto Sistema Sorrento, che ha coinvolto l’ex sindaco Massimo Coppola, hanno inevitabilmente inciso sul clima amministrativo e sui tempi delle decisioni. Il Comune è oggi commissariato e l’azione amministrativa procede in un contesto delicato. In questo scenario si inserisce anche la crescente pressione della tifoseria.
Nei giorni scorsi, un gruppo di sostenitori ha manifestato sotto il palazzo comunale chiedendo chiarimenti sui ritardi e sulle prospettive concrete di riapertura dell’impianto. Si sono registrati anche momenti di tensione e alcune inteperanze, al punto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine, segno di un’esasperazione che affonda le radici in una lunga attesa e in promesse rimaste tali. La riqualificazione dello stadio rappresenta molto più di un cantiere pubblico. È una questione identitaria per la città, un tassello per la vita sportiva ed economica del territorio. L’adeguamento ai criteri infrastrutturali richiesti dalla Lega Nazionale Calcio professionistica è condizione imprescindibile per consentire il ritorno delle gare ufficiali a Sorrento.

