Blitz al Giraud a Torre Annunziata, c’è il “giallo” palestra. Il Savoia diffida il Comune
CRONACA
19 febbraio 2026

Blitz al Giraud a Torre Annunziata, c’è il “giallo” palestra. Il Savoia diffida il Comune

Blitz al Giraud, chiuse palestra, bar e altri locali: il Savoia invia una diffida al Comune, proprietario dell’impianto.
Metropolis

Blitz della polizia municipale allo stadio comunale Giraud e, a stretto giro, la risposta del Savoia affidata a una Pec di diffida e messa in mora indirizzata al Comune: il provvedimento, infatti, riguarda l’ente proprietario dell’impianto e non la società sportiva, che lo utilizza in concessione.

 

Nella mattinata di oggi, 19 febbraio 2026, nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria sono stati apposti i sigilli su alcune aree interne: palestra, sottopassaggio e settore ospiti (rimasto chiuso e mai riaperto), ma anche bar – già al centro delle contestazioni sulla somministrazione – e medicheria. È proprio sulla palestra che si concentra il “giallo” più delicato: il Savoia sostiene che quel locale sia regolarmente assegnato alla società, nella sua piena disponibilità e soprattutto agibile dallo scorso agosto, ma che all’ingresso sia stato affisso il cartello di sequestro penale, rendendolo di fatto inutilizzabile.

 

Nella Pec inviata nel primo pomeriggio a Comune, polizia municipale e altri destinatari istituzionali, il club riferisce che all’interno della palestra e degli spazi annessi sarebbero custodite attrezzature sportive indispensabili e persino le chiavi degli spogliatoi. La società ricorda inoltre che a fine dicembre la municipale avrebbe già effettuato un’ispezione nei medesimi locali prendendo visione del materiale presente. Il punto più sensibile, secondo la ricostruzione del Savoia, riguarda la conformità ai requisiti federali: nella palestra sarebbe ubicato anche lo spogliatoio destinato all’arbitro donna con bagno riservato, indicato come elemento essenziale ai fini dell’agibilità dell’impianto. L’impedimento di accesso viene quindi letto come un rischio concreto per l’omologazione del campo.

 

Il club evidenzia poi l’impatto immediato sulla preparazione: nel pomeriggio era previsto un allenamento ufficiale e domenica 22 febbraio è in calendario la gara casalinga contro il Nissa, con la società che si dice lasciata senza palestra a pochi giorni dall’appuntamento. La società chiede se sia stato nominato un custode giudiziario e se sia stato redatto un inventario analitico, sollecitando l’apertura immediata della palestra per recuperare attrezzature e chiavi e garantire l’accesso allo spogliatoio e al bagno riservati, così da preservare l’agibilità. La messa in mora è accompagnata dall’avvertimento che eventuali ritardi o dinieghi potrebbero tradursi in richieste di risarcimento e in iniziative anche urgenti in sede giudiziaria.

 

Sullo sfondo resta la cornice di tensione degli ultimi mesi: a dicembre, secondo l’istruttoria comunale, erano emerse criticità sui requisiti per la somministrazione di alimenti e bevande all’interno dello stadio, con stop, contestazioni amministrative e sanzione; da lì il ricorso al Tar e il tema del bar come nodo principale. Oggi, però, l’attenzione si sposta dalla partita del ristoro alla funzionalità sportiva dell’impianto: chiarire quali locali siano effettivamente sottoposti a sequestro e con quali modalità diventa decisivo per capire se e come il Giraud potrà garantire continuità di allenamenti e requisiti federali alla vigilia della prossima gara.