Il canto di Scampia abbatte i pregiudizi. “A speranza”, il miracolo del Coro Millecolori
Domani, 20 febbraio 2026, non sarà una data qualunque per il quartiere di Scampia. Con il rilascio su tutte le piattaforme digitali del brano e del videoclip “A speranza”, il Coro Millecolori segna il suo debutto ufficiale nel mercato discografico, portando con sé un carico di umanità che va ben oltre le note musicali. Questo progetto non è solo un’operazione artistica, ma l’esito di un lungo percorso di resistenza educativa e culturale nato tra le mura del Centro Millecolori — prezioso presidio delle Suore della Provvidenza — e della Rettoria Santa Maria della Speranza dei Padri Gesuiti.
Il coro è un organismo vivo, composto da voci bianche e giovani adulti, napoletani e rom, che abitano le zone più difficili e marginali di Scampia. Qui, la musica è stata scelta come linguaggio universale per unire ciò che la società spesso divide, trasformando il canto in una palestra di cittadinanza e bellezza.
Ciccio Merolla e la sfida della regia: uno sguardo intimo
A dare una direzione artistica solida e un’identità sonora inconfondibile è Ciccio Merolla. Il percussionista e artista partenopeo, da cinque anni alla guida del progetto, ha firmato il brano e ha deciso di mettersi alla prova, per la prima volta, anche dietro la macchina da presa. Il videoclip di “A speranza” è una narrazione visiva che rifugge gli stereotipi legati alle periferie degradate per cercare, invece, la verità essenziale degli sguardi.
«Dirigere questo videoclip è stata un’emozione nuova, un atto di ascolto», ha dichiarato Merolla. Il video non cerca l’effetto speciale, ma si pone come un’estensione naturale della musica, raccontando i volti e i luoghi di Scampia con un rispetto quasi sacro. Ogni inquadratura è un ringraziamento ai ragazzi che, con le loro storie di fragilità e forza, hanno ispirato le parole del testo, dando vita a un’opera che è, prima di tutto, una testimonianza di vita vissuta.
Il dialetto come lingua della verità
Una delle scelte più coraggiose e autentiche del Coro Millecolori è l’utilizzo del dialetto napoletano. Sotto la guida della Maestra Filomena De Rosa, cantante jazz-blues di grande esperienza, i ragazzi non si limitano a eseguire dei brani, ma abitano la loro lingua madre, rendendola viva e pulsante. Il napoletano diventa così lo strumento perfetto per veicolare il messaggio di riscatto contenuto in “A speranza”: una lingua che non esclude, ma che accoglie e racconta la voglia di futuro di chi spesso si sente invisibile agli occhi del mondo.
La competenza della De Rosa ha permesso al coro di evolversi tecnicamente, garantendo un equilibrio tra l’espressività viscerale tipica di Scampia e un rigore vocale che rende il progetto competitivo e di alto profilo qualitativo.
Verso il primo album: nove passi nel futuro
Il singolo “A speranza” è solo l’anteprima di un progetto più vasto. È infatti prevista a breve l’uscita del primo album del Coro Millecolori, un lavoro che conterrà nove brani originali. Ogni traccia sarà un tassello di un mosaico che racconta viaggi, residenze artistiche, studi di registrazione e, soprattutto, i legami profondi nati tra i giovani coristi durante le prove settimanali coordinate da Padre Eraldo Cacchione SJ.
Come sottolineato dal gesuita, il coro ha permesso a questi ragazzi di uscire dai confini fisici e mentali del loro quartiere, portandoli a confrontarsi con festival e realtà di tutta Italia. L’album sarà la prova tangibile che, quando si investe sull’educazione alla bellezza, anche i terreni più aridi possono generare frutti straordinari. In un mondo che spesso fatica a riconoscere il valore della singola persona, la voce del Coro Millecolori si leva potente per ricordare che la speranza non è un’illusione, ma un cammino da fare insieme, un accordo alla volta.

