La Campania spinge sul vento: il report di Legambiente consacra il primato eolico regionale
ENERGIA PULITA
19 febbraio 2026
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La Campania spinge sul vento: il report di Legambiente consacra il primato eolico regionale

Un biennio 2023-2024 di crescita straordinaria con un incremento della potenza installata da fonti rinnovabili pari al 27,6%
Pasquale D'Errico

La Campania si conferma una delle locomotive italiane della transizione energetica, consolidando il suo ruolo di regione pioniera nel settore dell’energia eolica. Secondo il recente report di Legambiente Campania, intitolato significativamente “Qual buon vento” e presentato ad Aquilonia, il territorio regionale ha vissuto un biennio 2023-2024 di crescita straordinaria. Con un incremento della potenza installata da fonti rinnovabili pari al 27,6%, la regione ha dimostrato una capacità di accelerazione che la pone ai vertici del panorama nazionale, con l’eolico che ha giocato il ruolo del leone crescendo di ben 218 MW, segnando un +11% rispetto al periodo precedente.

 

I numeri del primato tra Irpinia e Sannio
Il cuore pulsante di questa rivoluzione verde batte nelle aree interne, in particolare tra l’Irpinia e il Fortore sannita. I dati parlano chiaro: l’eolico rappresenta oggi oltre il 50% della potenza rinnovabile totale installata in Campania e copre quasi il 60% della produzione elettrica da fonti pulite. Con una potenza complessiva che supera i 2.177 MW e una produzione di 3.666 GWh, la forza del vento riesce oggi a soddisfare quasi il 22% dell’intero fabbisogno energetico regionale. In questo scenario, le province di Avellino e Benevento emergono come leader assolute, ospitando ciascuna 17 dei 40 “comuni del vento” censiti sul territorio, seguite a distanza da Salerno con cinque e Caserta con un solo presidio.

 

Una risorsa strategica per l’economia locale
L’energia prodotta dal vento non è soltanto un dato statistico legato alla sostenibilità ambientale, ma rappresenta una voce strutturale nei bilanci economici della regione. Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha sottolineato come l’eolico sia già da tempo un motore di entrate stabili per le amministrazioni comunali, oltre a offrire concrete opportunità occupazionali per le imprese locali e per i giovani professionisti del settore. La dipendenza strutturale dal vento viene vista non come un limite, ma come un vantaggio competitivo che permette alla Campania di posizionarsi al terzo posto tra le regioni del Sud Italia, preceduta soltanto da Puglia e Sicilia per volumi di produzione e potenza.

 

La necessità di una filiera industriale completa
Nonostante i risultati positivi, l’associazione ambientalista avverte che il potenziale regionale non è ancora pienamente sfruttato. La sfida per il prossimo futuro, lanciata direttamente al presidente della Regione Roberto Fico e alla nuova Giunta, è quella di trasformare questa eccellenza tecnologica in un valore condiviso attraverso una visione industriale di lungo periodo. Non basta installare le turbine; è necessario costruire una filiera produttiva integrata che si occupi dell’intero ciclo di vita degli impianti: dalla progettazione e produzione dei componenti fino alla manutenzione specializzata, arrivando alla gestione del fine vita attraverso il recupero e il riciclo dei materiali.

 

Sostenibilità e compensazioni ambientali
Un punto cruciale per il consolidamento di questo modello energetico riguarda il rapporto tra le grandi imprese energetiche e le comunità locali. Legambiente insiste sulla necessità che lo sviluppo impiantistico sia accompagnato da garanzie ferree sulle compensazioni ambientali. Affinché la transizione sia realmente giusta, i territori che ospitano i parchi eolici devono beneficiare di ricadute positive durature, che vadano oltre la semplice produzione elettrica. Solo attraverso un equilibrio tra profitto industriale e beneficio territoriale la Campania potrà trasformare la sua vocazione naturale per il vento in un pilastro definitivo di sviluppo economico e tutela ambientale.