Emergono dettagli inquietanti dall'inchiesta della Procura di Napoli sul caso del bambino di due anni che, lo scorso 23 dicembre,…
TRAPIANTO AL MONALDI
19 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI
La lezione di vita del piccolo Domenico: una preghiera corale contro l’individualismo
Momento di profonda commozione a Nola: la comunità si stringe attorno ai genitori del bambino ricoverato al Monaldi
In una chiesa gremita di speranza e partecipazione, la comunità di Nola si è ritrovata presso la parrocchia Maria Santissima della Stella per un momento di preghiera dedicato al piccolo Domenico. Il bambino, di soli due anni, è attualmente ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli a causa di gravi condizioni di salute che hanno mobilitato l’attenzione e l’affetto non solo della cittadinanza locale, ma di un vasto pubblico raggiunto dai mezzi di comunicazione. All’incontro erano presenti i genitori, Patrizia e Antonio, insieme ai fratellini del piccolo, accolti dall’abbraccio collettivo guidato da don Raffaele Afiero e dalle massime autorità religiose e civili della zona, tra cui il sindaco Andrea Ruggiero.
Il messaggio di Monsignor Capasso: Domenico come “Parola di Dio”
Monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola, ha offerto una meditazione toccante, elevando la figura di Domenico a simbolo di una necessaria conversione sociale. Secondo il vicario, la fragilità estrema di un bambino così piccolo non deve essere vista come una vita sciupata, ma come una “bomba” spirituale capace di scardinare l’egoismo moderno. La vita di Domenico è stata definita una “parola” potente che Dio rivolge alla società per condannare l’individualismo che spesso affligge le istituzioni, le famiglie e i rapporti sociali. L’auspicio è che questo dolore produca un cambiamento di mentalità irreversibile, dove “il dopo” sia segnato da una cura e un’attenzione verso l’altro molto più profonde rispetto a prima.
Oltre la compassione: la metafora della Croce
Riprendendo il celebre passo evangelico del Buon Samaritano, Monsignor Capasso ha chiarito che la vera compassione non si riduce a un gesto superficiale o a una parola di circostanza. Richiamando le parole del profeta Gioele, il vicario ha esortato i presenti a “lacerarsi il cuore e non le vesti”, invitando tutti a una vicinanza che sia concreta e spirituale allo stesso tempo. Il passaggio più significativo della celebrazione è stato l’appello a cambiare l’atteggiamento verso il dolore altrui: l’invito della Chiesa nolana è quello di smettere di caricare croci sulle spalle del prossimo e di iniziare, finalmente, a mettere la propria spalla sotto la croce che gli altri già portano.
Un abbraccio che supera le mura dell’ospedale
La preghiera non è stata solo un atto liturgico, ma un tentativo di stabilire un legame invisibile con il piccolo paziente del Monaldi. La comunità ha invocato la protezione dell’angelo custode per Domenico, affinché la tenerezza di Dio possa raggiungerlo anche tra le pareti di una stanza d’ospedale. Monsignor Capasso ha portato anche il saluto del vescovo Francesco Marino, il quale aveva già affidato Domenico al Signore durante la liturgia del Mercoledì delle Ceneri. La serata si è conclusa con l’impegno solenne dei fedeli e dei cittadini presenti a non lasciare soli i genitori, promettendo un sostegno che sia “un cuor solo e un’anima sola” nella gestione di un peso che, da solo, sarebbe troppo grande da sostenere.

