Napoli riabbraccia il successore di Pietro. Il grido di speranza di Battaglia
LA VISITA DEL PAPA
19 febbraio 2026
LA VISITA DEL PAPA

Napoli riabbraccia il successore di Pietro. Il grido di speranza di Battaglia

Il Cardinale Arcivescovo: l’8 maggio l'incontro a Piazza del Plebiscito. «Qui la malavita ruba il futuro, ma l’accoglienza è un riflesso istintivo»
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Una città che sa leggere i segni, che riconosce chi viene non per osservarla da lontano, ma per “abitarla”, anche solo per il breve volgere di una giornata. Napoli si prepara a vivere un nuovo capitolo della sua millenaria storia spirituale: l’8 maggio 2026, Papa Leone XIV varcherà i confini del capoluogo campano per un’attesa visita pastorale che culminerà nel grande abbraccio di Piazza del Plebiscito.

 

L’annuncio, accolto dal suono delle campane in tutta la diocesi, è stato suggellato dalle parole vibranti del Cardinale Mimmo Battaglia. In un messaggio intriso di realismo e speranza, l’Arcivescovo ha voluto ringraziare personalmente il Santo Padre per aver accettato l’invito di una Chiesa che egli stesso definisce «fatta di vicoli e di mare».

 

Una città tra ferite e resistenza
Il ritratto che il Cardinale Battaglia consegna al Papa è quello di una Napoli che è, prima di tutto, una «condizione umana». Non nasconde nulla, l’Arcivescovo: parla di ferite profonde, di un divario sociale che «grida giustizia» e di quella piaga della malavita organizzata che continua a tentare di sottrarre l’avvenire alle nuove generazioni.

 

«La ringrazio con tutto il cuore per aver detto sì a questa città», scrive Battaglia, sottolineando come il Pontefice arrivi in un luogo dove il lavoro manca, ma dove la fede «odora di pane e di incenso insieme» e continua a essere il respiro profondo di un popolo che non si arrende.

 

Il programma della visita: dal clero al popolo
L’agenda del Papa per l’8 maggio si preannuncia intensa e simbolica. Prima l’incontro con il clero: Un momento di riflessione riservato ai sacerdoti e ai religiosi, i “frontaliere” della fede che operano spesso nel silenzio delle periferie. Poi la celebrazione in Piazza del Plebiscito: Il cuore politico e civile della città diventerà una cattedrale a cielo aperto, dove Leone XIV incontrerà i giovani, le famiglie e i “dimenticati” che attendono una parola di conforto.

 

Sulle orme dei predecessori e di San Paolo
Battaglia richiama una genealogia illustre, ponendo Leone XIV sulla scia dei grandi pontefici che hanno camminato per queste strade: da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, fino a Papa Francesco. Ma c’è un legame ancora più antico che l’Arcivescovo evoca: quello con la prima predicazione di San Paolo, che approdò proprio nel Golfo di Napoli.

 

«Sentiamo in questo incontro qualcosa di antico che ritorna», spiega il presule, definendo il Papa come il «primo missionario» che giunge per portare una pace «disarmata e disarmante», capace di trasformare le coscienze senza imporsi.

 

L’abbraccio di una città innamorata
La conclusione del messaggio è un invito colmo di affetto: «Venga, Santo Padre. Questa città ha bisogno della sua pace». Napoli, con le sue braccia sempre aperte e quella generosità che resiste a ogni fatica, è già pronta. Perché, come ricorda Battaglia, oltre al popolo, ad attendere il Papa c’è anche il Signore, che di questa città «è sempre stato innamorato».

 

L’attesa per l’8 maggio è ufficialmente iniziata: per Napoli non sarà solo un evento mediatico, ma l’occasione per chiedere, ancora una volta, che il mondo si accorga della sua luce oltre che delle sue ombre.