Papa Leone XIV a Pompei, il vescovo Caputo: «Una visita che consacra la nostra storia»
LA VISITA
19 febbraio 2026
LA VISITA

Papa Leone XIV a Pompei, il vescovo Caputo: «Una visita che consacra la nostra storia»

Il Pontefice ha annunciato il suo arrivo nel giorno della Supplica
Andrea Ripa

«Il cuore è colmo di gratitudine». È con parole dense di emozione e significato che l’arcivescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, ha annunciato la visita di Papa Leone XIV a Pompei, prevista per l’8 maggio. Un annuncio pronunciato nel cuore del Santuario di Pompei, davanti al clero, ai religiosi, ai pellegrini e ai fedeli della città. «Quello che potrebbe sembrare solo un annuncio – ha spiegato Caputo – è in realtà la sintesi delle attese e delle speranze della nostra Città mariana».

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Per l’arcivescovo, la visita del Santo Padre rappresenta il compimento di un percorso spirituale e storico che Pompei sta vivendo, segnato dalla recente canonizzazione di Bartolo Longo e dal forte legame che il Pontefice ha mostrato fin dall’inizio del suo Pontificato. Caputo ha ricordato le parole pronunciate da Papa Leone XIV l’8 maggio dello scorso anno, nel primo discorso dalla Loggia di San Pietro, quando richiamò esplicitamente la Supplica alla Madonna di Pompei. «Quell’Otto Maggio – ha sottolineato – verrà ora consacrato con l’Eucaristia e la preghiera proprio nel luogo evocato al momento dell’elezione e nel giorno del 150° anniversario della posa della prima pietra del Santuario».

Secondo l’arcivescovo, il gesto del Papa è «un atto di tenero affidamento alla Beata Vergine del Rosario» e un segno di amore concreto verso Pompei e le sue opere di carità. «Leone XIV – ha detto – viene in una casa che è tutta e interamente sua. Le nostre braccia sono già aperte». La visita si inserisce nella scia dei Papi che hanno segnato la storia recente del Santuario e, per Caputo, porta con sé una responsabilità precisa: «Essere all’altezza di un’accoglienza non solo calorosa, ma spiritualmente autentica». Perché, ha concluso, «questa visita è fondamentalmente un invito alla preghiera. Ed è nella preghiera che Pompei ritrova il senso più profondo della sua missione».