Tangenti a Sorrento, salta l’udienza del 20 febbraio: Coppola chiede il patteggiamento
L'INCHIESTA
19 febbraio 2026
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Tangenti a Sorrento, salta l’udienza del 20 febbraio: Coppola chiede il patteggiamento

L’ex sindaco punta a una pena concordata sotto i cinque anni per chiudere il primo filone
Marco Cirillo

L’udienza non si terrà. Il procedimento previsto per il 20 febbraio davanti al Tribunale di Torre Annunziata, relativo al primo filone dell’inchiesta sul caso Sorrento, è stato sconvocato dopo la richiesta di patteggiamento avanzata dall’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola. Attraverso i suoi legali, Coppola ha proposto una pena di poco inferiore ai cinque anni, limite massimo previsto per questo rito alternativo, con l’obiettivo di chiudere la tranche dell’inchiesta che riguarda presunte tangenti sull’appalto della refezione scolastica.

L’evoluzione processuale
La difesa chiede inoltre che il risarcimento venga limitato alle somme già sequestrate dopo l’arresto in flagranza del 20 maggio 2025, quando l’ex sindaco fu trovato con 4.500 euro in contanti – secondo l’accusa consegnati dall’imprenditore della refezione. I legali sostengono che parte del denaro rinvenuto nelle sue disponibilità sia frutto dell’attività professionale svolta come avvocato. La richiesta sospende il processo: sarà un altro giudice a valutare in camera di consiglio la congruità dell’eventuale accordo, ma prima è necessario il parere della Procura di Torre Annunziata, che non si è ancora pronunciata.

Gli scenari
Sul tavolo resta anche il secondo procedimento che attende Coppola, con diversi capi di imputazione avvio previsto ad aprile 2026. L’eventuale riconoscimento della continuazione tra i reati potrebbe incidere in modo decisivo sulla pena complessiva. Scelta diversa per il coimputato Francesco Di Maio, che ha chiesto il rito abbreviato. Anche per lui, dunque, il 20 febbraio non ci sarà udienza.