Tar conferma divieto di trasferte per tifosi di Roma, Napoli e Fiorentina
TIFO VIOLENTO
19 febbraio 2026
TIFO VIOLENTO

Tar conferma divieto di trasferte per tifosi di Roma, Napoli e Fiorentina

Confermate le sanzioni del Viminale
metropolisweb

Prevalente l’interesse pubblico alla sicurezza rispetto alla necessità di andare in trasferta a seguito delle loro squadre. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter) ha respinto le richieste cautelari presentate dalle associazioni di sostenitori di Roma, FiorentinaNapoli contro i decreti emanati dal Ministero dell’Interno che vietano le trasferte fino al termine della stagione.

Le ordinanze, numeri 1064, 1065, 1066 e 1067, sono state depositate oggi e confermano, salvo un’eccezione, l’impianto dei provvedimenti adottati il 20 gennaio scorso. Alla base dei decreti ministeriali ci sono i violenti scontri tra tifoserie rivali verificatisi lungo alcuni tratti autostradali mentre i gruppi organizzati si dirigevano verso gli stadi. Episodi che hanno indotto il Viminale ad applicare l’articolo 7-bis.1 della legge 401 del 1989, disponendo la chiusura dei settori ospiti negli impianti in cui le tre squadre avrebbero giocato in trasferta, oltre al divieto di vendita dei biglietti ai residenti nelle aree interessate.

Secondo il Tar, diversamente da quanto sostenuto dalle associazioni, che hanno qualificato le misure come punitive, gli atti impugnati presentano una chiara finalità preventiva e cautelare, mirata a scongiurare il rischio di nuovi disordini. In questa fase sommaria, si legge nelle ordinanze, non emergono elementi tali da far ritenere fondate le censure proposte. Confermata dunque la legittimità della chiusura dei settori ospiti e dello stop alla vendita dei tagliandi per i residenti nelle province direttamente coinvolte. Non è stato invece oggetto di impugnazione il decreto relativo alla tifoseria della Lazio. Unica parziale apertura riguarda uno dei ricorsi presentati dai sostenitori giallorossi. Con l’ordinanza n. 1066 il Tar ha accolto le doglianze limitatamente all’estensione del divieto ai residenti nel Lazio al di fuori della provincia di Roma. I giudici hanno osservato che tale ampliamento territoriale coinvolge una platea più ampia rispetto ai confini indicati dalla norma, ponendosi in contrasto con i principi di proporzionalità, legalità e tipicità che regolano i provvedimenti restrittivi. Di conseguenza, la misura ministeriale resta efficace per i soli residenti nella provincia di Roma, mentre viene sospesa nella parte in cui include cittadini domiciliati in altre province laziali. Rimangono quindi operativi il divieto di apertura dei settori ospiti e il blocco della vendita dei biglietti per i residenti nel territorio romano. La discussione nel merito è stata fissata per il 13 ottobre, quando il tribunale sarà chiamato a pronunciarsi in via definitiva sulla legittimità dei decreti. Fino ad allora, le restrizioni continueranno a restare in vigore.