America’s Cup a Bagnoli, la Procura accende i fari sul cantiere della discordia
BAGNOLI
20 febbraio 2026
BAGNOLI

America’s Cup a Bagnoli, la Procura accende i fari sul cantiere della discordia

Sopralluogo dei magistrati nell’area ex Italsider dopo gli esposti dei comitati: sotto la lente i rischi ambientali e la regolarità amministrativa dei lavori. Il sindaco Manfredi: «Massima trasparenza»
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L’ombra dei dubbi giudiziari si allunga sui grandi lavori di riqualificazione di Bagnoli, proprio mentre l’area dell’ex Italsider si prepara a diventare il palcoscenico internazionale dell’America’s Cup. Nonostante non risultino ancora nomi iscritti nel registro degli indagati, la Procura di Napoli ha deciso di avviare un’approfondita fase di indagine, mossa dagli esposti presentati da diverse associazioni e comitati cittadini. Al centro della contesa c’è la colmata a mare, un’area sensibile e complessa dove i lavori in corso sono finiti sotto l’occhio vigile della magistratura partenopea.

 

La giornata di ieri ha segnato un punto di svolta nelle indagini: il procuratore aggiunto Antonio Ricci, insieme a quattro magistrati incaricati, ha effettuato un meticoloso sopralluogo direttamente nel cuore del cantiere. La presenza fisica degli inquirenti sul sito d’interesse nazionale Bagnoli-Coroglio testimonia la volontà di verificare “de visu” lo stato dei luoghi e la conformità degli interventi. Il faro degli investigatori punta in due direzioni ben precise: da un lato il filone ambientale, con l’analisi dei potenziali rischi per la salute pubblica derivanti dalla movimentazione dei terreni, e dall’altro quello amministrativo, per accertare la regolarità delle procedure che hanno dato il via ai lavori.

 

La spinta dei comitati e il nodo ambientale
Il braccio di ferro tra la gestione commissariale e il territorio si è inasprito nelle ultime settimane, trovando sbocco legale negli uffici della V sezione reati ambientali. Lunedì scorso, una rappresentanza di cittadini e membri dei comitati locali, assistiti dall’avvocata Elena Coccia, è stata ricevuta dai sostituti procuratori Domenico Luca Musto e Raffaele Barella. In quella sede, sono stati ribaditi i timori di una comunità che da decenni attende una bonifica reale e che oggi teme che la fretta imposta dai tempi dell’America’s Cup possa passare sopra le necessarie tutele ambientali e sanitarie.

 

Per i cittadini di Bagnoli e dei quartieri limitrofi, l’area della colmata rappresenta una ferita ancora aperta. Gli esposti evidenzierebbero elementi di criticità legati proprio alla gestione dei materiali e all’impatto che i nuovi cantieri potrebbero avere su un ecosistema già fortemente compromesso. La magistratura è chiamata ora a districare una matassa complessa, bilanciando l’esigenza di sviluppo e prestigio internazionale legata alla kermesse velica con il diritto inalienabile alla salute e alla correttezza delle pratiche di bonifica.

 

La risposta istituzionale tra fiducia e collaborazione
Dall’altro lato della barricata, le istituzioni mantengono un profilo improntato alla collaborazione. Gaetano Manfredi, nella duplice veste di sindaco di Napoli e Commissario straordinario di Governo per Bagnoli, ha immediatamente manifestato la propria disponibilità verso l’autorità giudiziaria. La linea ufficiale è quella della trasparenza totale: il Comune e la struttura commissariale sono pronti a fornire ogni documento utile a chiarire la legittimità di tutte le attività in corso nel Sin.

 

Manfredi ha ribadito la propria piena fiducia nell’operato dei magistrati, sottolineando come la regolarità dei cantieri sia l’interesse prioritario anche dell’amministrazione. Tuttavia, il tempo stringe: l’appuntamento con l’America’s Cup è un obiettivo politico ed economico di portata globale per Napoli, ma il sopralluogo di ieri ricorda a tutti che il traguardo della rinascita di Bagnoli non può prescindere dal rigoroso rispetto delle norme penali e ambientali. La partita giudiziaria è appena iniziata e promette di correre parallelamente a quella sportiva tra le onde del Golfo.