Rifiuti, scoperto un traffico illecito. Affare tra Bulgaria, Grecia e Salerno
INCHIESTA DEL NOE
20 febbraio 2026
INCHIESTA DEL NOE

Rifiuti, scoperto un traffico illecito. Affare tra Bulgaria, Grecia e Salerno

Le misure sono state eseguite anche a Salerno dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli
Mario Memoli

I carabinieri del Noe hanno arrestato sei persone per traffico illecito di rifiuti Italia-Bulgaria. Gli arrestati, quattro in carcere e due ai domiciliari, sono ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere per il traffico illecito di rifiuti con l’aggravante della transnazionalità, spedizione illecita di rifiuti e gestione illecita di rifiuti.

Le misure sono state eseguite nelle province di Brindisi, Bari, Salerno e Sofia (Bulgaria) dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, insieme con i carabinieri dei comandi provinciali territorialmente competenti. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce che ha accolto la richiesta depositata dalla locale Dda in base a un’indagine condotta dai Carabinieri del Noe di Lecce partita a gennaio 2024 e durata diversi mesi in Bulgaria, Grecia e nella provincia di Brindisi, area di provenienza dei rifiuti.

L’indagine, condotta anche con l’ausilio di attività tecniche quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, ha consentito di disarticolare una pericolosa organizzazione criminale che svolgeva illecite attività di smaltimento rifiuti speciali non pericolosi, in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu, provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.

L’organizzazione, avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire l’ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti, prescritte dalla legge, trasportava e smaltiva migliaia di tonnellate di rifiuti in aziende in Bulgaria e in Grecia, con attribuzione di falso codice Cer, avvalendosi di documentazione falsa di scorta al rifiuto. L’attività criminale ha consentito agli indagati di ottenere un illecito profitto pari all’incirca 300.000 euro, somma di denaro di cui veniva disposto il sequestro per equivalente. Nel corso dell’operazione, sono state inoltre sequestrate due società e 44 automezzi.