Abiti di lusso rubati nel parcheggio del Maximall ritrovati nelle baracche rom a Giugliano
Sessantaquattro abiti di alta sartoria, finemente lavorati, con il prestigioso marchio “L.B.M.” cucito all’interno. Un carico d’élite che sul mercato vale oltre 50mila euro. Eppure, non si trovavano in una boutique del centro, ma erano stipati tra le pareti di legno di una baracca di fortuna nella zona industriale di Giugliano.
È la scoperta fatta dai carabinieri della Compagnia di Giugliano, supportati dai militari di Castello di Cisterna e dal Gruppo Forestale di Napoli, durante un servizio straordinario di controllo del territorio nell’area ASI. Un’operazione nata per contrastare l’inquinamento ambientale, ma che ha finito per scoperchiare un’importante direttrice della ricettazione provinciale.
Il viaggio della refurtiva: da Torre Annunziata a Giugliano
La storia di questi abiti inizia lo scorso ottobre, a chilometri di distanza. Il furto era stato messo a segno nel parcheggio del centro commerciale “Maximall” di Torre Annunziata. Da quel momento, della merce si erano perse le tracce. Il ritrovamento avvenuto ieri a Giugliano documenta plasticamente come la refurtiva viaggi rapidamente da un capo all’altro della provincia di Napoli, trovando nei campi abusivi della zona Nord un “porto franco” dove essere stoccata in attesa di essere piazzata sul mercato nero.
Il blitz e i sequestri
I militari hanno cinturato il campo rom della zona ASI, identificando 78 persone. Durante le perquisizioni a tappeto, l’attenzione si è concentrata su una baracca occupata da una donna. Oltre ai 64 abiti griffati, sono stati rinvenuti 150 componenti elettrici, tra cui faretti d’alta gamma e trasformatori, materiale di cui non è stata fornita alcuna giustificazione sulla provenienza.
La donna è stata denunciata a piede libero e dovrà rispondere di ricettazione. Nel corso del servizio sono stati inoltre sequestrati 5 veicoli sprovvisti di assicurazione, un segnale della generale condizione di illegalità che regna nell’area, spesso teatro di roghi tossici e sversamenti illeciti.
Presidio del territorio
L’operazione conferma la centralità della zona ASI di Giugliano nelle dinamiche dei controlli ambientali e di sicurezza. Il fatto che abiti di lusso rubati nel comparto vesuviano siano finiti nella periferia giuglianese suggerisce l’esistenza di canali di smistamento consolidati. Per gli inquirenti, il recupero degli abiti “L.B.M.” è un colpo importante al mercato parallelo della moda, restituendo valore a una filiera legale che era stata colpita duramente dal furto autunnale.

