ESCLUSIVA M+ | Agguato al ras di Gragnano: rinviati a giudizio i killer e la basista
CAMORRA
21 febbraio 2026
CAMORRA

ESCLUSIVA M+ | Agguato al ras di Gragnano: rinviati a giudizio i killer e la basista

Michele De Feo

Hanno pianificato ed eseguito l’omicidio di Alfonso Cesarano, 34 anni, ras del clan Di Martino, a processo i due killer e la basista. L’Antimafia ha ottenuto il giudizio immediato, con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo camorristico, per Rita Letizia Maugeri, Salvatore Bifulco e Aniello Mirante. La prima udienza del processo è stata fissata per la prima metà di aprile di fronte alla terza sezione della Corte d’Assise del Tribunale di Napoli.

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A sei mesi dell’omicidio, commesso il 29 agosto in via Cappella della Guardia a Gragnano, arriva la svolta processuale. Tempi che sono stati anche piuttosto lunghi per la mole di prove in mano alla Dda contro i 3 imputati, ma che si sono dilatati per via del colpo di scena che ha visto protagonista Aniello Mirante. Il 38enne pregiudicato di Santa Maria la Carità sta collaborando con la giustizia e ai magistrati dell’Antimafia, con molta probabilità, ha consegnato il nome del mandante (o dei mandanti) e il movente dell’omicidio, ad oggi ancora ignoto.

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Cesarano era agli arresti domiciliari quando fu ucciso (con il permesso di recarsi sul luogo di lavoro) e già nel 2023  sfuggì ad un agguato tra le curve di Lettere. Il 34enne, secondo la Dda, era ben addentrato nell’affare del traffico di droga per conto dei Di Martino, cosca egemone dei Monti Lattari. Mirante, secondo la ricostruzione dell’accusa, è l’esecutore materiale dell’agguato al fedelissimo del narcos Fabio Di Martino, uno dei cinque figli del padrino Leonardo ‘o lione che  nei giorni scorsi è stato scarcerato dopo una lunga detenzione.

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Salvatore Bifulco (che ha già confessato gli addebiti), 55 anni di Castellammare, è accusato di essere stato il centauro che ha accompagnato Mirante nella commissione dell’omicidio. Insieme a Rita Letizia Maugeri, 49 anni di Boscoreale, avrebbe effettuato dei sopralluoghi per pianificare nei minimi dettagli l’agguato a Cesarano. La donna, imparentata con un narcos del clan Aquino Annunziata, è invece accusata di essere la basista dell’omicidio perchè avrebbe fornito ai due sicari il covo per preparare il delitto. Maugeri non ha confessato, ma ha ammesso di conoscere Bifulco. Contro di lei ci sono anche le dichiarazioni dei due sicari.

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L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli- pm Giuseppe Cimmarotta ora aggiunto alla Procura di Nola – si fonda principalmente te su una corposa attività di acquisizione delle immagini delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza delle abitazioni private in via Cappella della Guardia, dei comuni di Gragnano, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate e Boscoreale. Frame che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire l’intero percorso compiuto dai killer, i sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti all’agguato e individuare il covo dei sicari, un garage in via Andreulli a Boscoreale riconducibile a Maugeri.

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I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, nel corso delle indagini, sono riusciti a sequestrare anche lo scooter utilizzato per compiere l’omicidio, un Tmax nero su cui era stata montata una targa rubata, e del denaro (circa 4mila euro) nascosto in casa di Aniello Mirante, per la Dda incassato per la commissione dell’omicidio. Il processo sarà anche il  banco di prova per la tenuta delle dichiarazioni di Aniello Mirante, il primo killer passato a collaborare con la giustizia nell’ambito della faida che da anni insanguina i Monti Lattari.

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