È morto Domenico, il bimbo a cui era stato trapiantato un cuore bruciato dal ghiaccio
Un sogno aggrappato a un filo di speranza, poi il silenzio più doloroso. È morto il piccolo Domenico, il bambino…
A poche ore dal decesso di Domenico, i legali del dottor Guido Oppido — il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto e che risulta tra i sei indagati della Procura di Napoli — hanno rotto il silenzio. Gli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes hanno espresso profondo cordoglio alla famiglia, ma hanno alzato uno scudo tecnico sull’operato del loro assistito: «Siamo convinti che abbia fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso e umanamente possibile per salvare Domenico, lottando contro il tempo e contro i minuti». Una nota che punta a sottolineare l’estrema urgenza e la complessità di un intervento eseguito in condizioni disperate, in attesa che gli accertamenti tecnici del Nas facciano piena luce sulla catena di eventi.
È morto Domenico, il bimbo a cui era stato trapiantato un cuore bruciato dal ghiaccio
Un sogno aggrappato a un filo di speranza, poi il silenzio più doloroso. È morto il piccolo Domenico, il bambino…
Lo sconcerto della famiglia: «Assente nel momento finale»
Parole che non hanno però lenito la rabbia dei familiari, alimentata da quello che definiscono un “vuoto” istituzionale e umano. Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico, ha reagito con durezza alle dichiarazioni della difesa: «Siamo sconcertati. Il dottor Oppido, che ha seguito ogni fase e orientato le decisioni cliniche, stamattina non era nemmeno presente in ospedale per manifestare cordoglio». Secondo il legale, il chirurgo sarebbe stato rimosso dall’incarico solo ieri, ma la sua assenza nel giorno della morte è stata interpretata come un segnale di distacco inaccettabile. «Excusatio non petita, accusatio manifesta», ha tagliato corto Petruzzi, ribadendo che la famiglia si aspetta risposte chiare non solo sulla tecnica, ma anche sulla condotta professionale.
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Il protocollo del fine vita: «Sempre sedato, nessuna sofferenza»
Nel tentativo di fare chiarezza sulla gestione clinica degli ultimi giorni, è intervenuta Elena Bignami, presidente della Siaarti (Società italiana di anestesia e rianimazione). La specialista ha spiegato che Domenico è stato accompagnato verso la fine attraverso la Pianificazione Condivisa delle Cure (Pcc), uno strumento previsto dalla legge per evitare l’accanimento terapeutico. «L’obiettivo era alleviare il dolore attraverso oppiacei e sedazione», ha chiarito Bignami. Il bambino è stato trattato con farmaci ipnotici per favorire il sonno, garantendo che non provasse sofferenza fisica mentre il supporto vitale veniva rimodulato d’intesa con i genitori. Un percorso volto a trovare un equilibrio tra l’efficacia delle cure e la dignità del piccolo paziente.
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L’appello degli esperti: «Non colpite la rete dei trapianti»
Oltre al dato clinico, dalla Siaarti arriva un monito severo contro la “spettacolarizzazione” della tragedia. Il timore della comunità scientifica è che il caso del Monaldi possa incrinare la fiducia dei cittadini nel sistema dei trapianti. «Chiediamo di evitare processi mediatici — ha sottolineato la presidente Bignami — le eventuali responsabilità vanno accertate nelle sedi competenti, dalla Procura alle autorità preposte, non nei talk show o sui giornali». Un invito a tutelare il lavoro degli operatori sanitari e, contemporaneamente, il diritto della famiglia alla verità, senza però trasformare una vicenda medica complessa in una caccia alle streghe che potrebbe danneggiare migliaia di altri pazienti in attesa di un organo.
Lunedì il nodo delle perizie
L’attenzione si sposta ora a lunedì mattina, quando verranno definiti i dettagli dell’accertamento tecnico irripetibile chiesto dalla difesa della famiglia. Il sequestro del cuore e l’autopsia saranno i passaggi chiave per capire se l’organo fosse effettivamente danneggiato prima dell’impianto o se siano subentrate complicanze durante o dopo la chirurgia. Mentre la politica e la medicina discutono di protocolli e leggi, Napoli si prepara a dare l’ultimo saluto a Domenico, con un rito funebre che, tra i sospetti e le indagini, si annuncia carco di una tensione mai vista prima.