Salvate tre gru cenerine ad Agerola: migravano verso l’Africa
LA STORIA
21 febbraio 2026
LA STORIA

Salvate tre gru cenerine ad Agerola: migravano verso l’Africa

I rari esemplari di uccello si sono staccati dal gruppo a causa della fitta nebbia Atterrate ad Agerola, sono state recuperate dalla Municipale: torneranno a volare
Michele De Feo

Gru cenerine in sosta forzata ad Agerola

Un evento raro e di grande valore naturalistico ha interessato nei giorni scorsi il territorio di Agerola“, dove alcuni esemplari di Gru cenerina hanno sostato temporaneamente al suolo dopo aver probabilmente perso l’orientamento durante la migrazione. A causare il disorientamento sarebbero state la fitta nebbia e le avverse condizioni meteorologiche che hanno interessato l’area della perla dei Monti Lattari, sorprendendo gli uccelli lungo le consuete rotte stagionali. L’allarme dei cittadini e l’intervento immediato La presenza degli animali, specie selvatica protetta e non comune da osservare così da vicino, ha destato stupore ma anche apprensione tra i cittadini. Numerose le segnalazioni giunte in poche ore al Comando della Polizia Locale, a testimonianza di un diffuso senso civico e di una spiccata sensibilità ambientale. Immediata l’attivazione della macchina dei soccorsi: la Polizia Locale ha contattato gli enti competenti, tra cui ASL e Carabinieri Forestali, avviando tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza e la salvaguardia degli esemplari. L’intervento congiunto ha consentito di recuperare tre gru cenerine, mettendole in sicurezza ed evitando ulteriori rischi.

 

Una specie simbolo delle rotte migratorie

Le gru cenerine (Grus grus) sono grandi uccelli migratori appartenenti alla famiglia dei Gruidi. Possono superare i due metri di apertura alare e si distinguono per il piumaggio grigio cenere, il lungo collo, le zampe slanciate e la caratteristica macchia rossa sul capo. Nidificano nelle regioni settentrionali di Europa e Asia e, con l’arrivo dell’autunno, affrontano lunghi viaggi verso l’Europa meridionale e l’Africa settentrionale, volando spesso in formazione a “V” per risparmiare energia. La loro presenza rappresenta un indicatore della qualità degli ecosistemi, prediligendo zone umide e aree aperte

 

Recupero concluso e ritorno alla migrazione

Concluso nel migliore dei modi l’intervento, gli esemplari saranno ora sottoposti a controlli veterinari e alle cure necessarie da personale specializzato, con l’obiettivo di consentire loro di riprendere al più presto il viaggio migratorio. L’episodio ha rappresentato non solo un momento di preoccupazione, ma anche una prova concreta di collaborazione tra istituzioni e cittadini. Ancora una volta, Agerola ha dimostrato attenzione, responsabilità e rispetto per l’ambiente, trasformando un imprevisto in un esempio virtuoso di tutela della fauna selvatica.