Caso Monaldi, Federconsumatori presenta un esposto: «La morte di Domenico non è un caso»
TRAPIANTO AL MONALDI
23 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

Caso Monaldi, Federconsumatori presenta un esposto: «La morte di Domenico non è un caso»

L'associazione denuncia criticità strutturali e la mancanza di "expertise" nel centro trapianti: "Soglie minime di sicurezza non rispettate". Nola si prepara ai funerali (in diretta TV)
Andrea Ripa

La tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli, approda in Procura con nuove, pesanti accuse. Federconsumatori Campania ha annunciato la presentazione di un esposto formale per chiedere che venga fatta piena luce non solo sull’episodio specifico, ma sull’intera organizzazione del centro trapianti pediatrico dell’azienda ospedaliera dei Colli.

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Secondo l’associazione, il decesso del piccolo – avvenuto dopo l’impianto di un organo che sarebbe risultato danneggiato – non sarebbe un evento isolato, ma il sintomo di un “grave malfunzionamento strutturale”.

 

L’esposto: “Un evento sentinella di fallimento organizzativo”
L’avvocato di Federconsumatori, Davide Di Luccio, è stato categorico ai microfoni dell’AGI: “Presenteremo un esposto tra domani e dopodomani. Quello che ci interessa è la ricostruzione fattuale di tutto quello che è successo fino a oggi, perché quanto accaduto non è un caso”. L’associazione punta l’indice contro una problematica che definisce “strutturale”, ravvisabile ogni qualvolta si proceda a un trapianto in quella specifica struttura.

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Per Carlo Spirito, referente Sanità di Federconsumatori Campania, la morte di Domenico è un “evidente evento sentinella”, un termine tecnico che in medicina legale indica un evento avverso di particolare gravità che segnala lacune nei sistemi organizzativi. “La nostra associazione si occupa della problematica del centro trapianti dal 2017-2018”, spiega Spirito, ricordando come l’attività della struttura fosse già stata sospesa in passato proprio a causa di “esiti drammatici” nei percorsi di cura.

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Accuse sulla sicurezza: “Mancano i trapianti minimi per legge”
Il cuore della denuncia di Federconsumatori riguarda il mancato rispetto dei requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni. Secondo i dati in possesso dell’associazione, l’unità operativa a cui è stato affidato il percorso trapiantologico pediatrico nel 2024 sarebbe risultata “sostanzialmente inattiva”.

 

“Dalla documentazione a nostra disposizione risulta un solo trapianto pediatrico effettuato nel 2021”, prosegue Spirito. Questo dato contrasterebbe con la soglia minima di sicurezza fissata in 10 trapianti nel triennio, requisito indispensabile per garantire la cosiddetta expertise dell’equipe medica. “L’esperienza si matura nel corso del tempo con un numero adeguato di interventi”, sottolinea il referente sanitario.

 

“Quando manca questo volume di attività, viene meno un requisito di sicurezza fondamentale per i pazienti”. L’esposto chiederà dunque di verificare come sia stata rinnovata l’autorizzazione al centro nel 2024 nonostante queste presunte criticità funzionali e strutturali.

 

L’inchiesta e l’attesa per l’autopsia
Mentre la battaglia legale si infittisce, l’inchiesta della Procura di Napoli prosegue per accertare le responsabilità della catena di comando e dell’equipe chirurgica. Il punto nodale resta lo stato del cuore trapiantato al piccolo Domenico. Le indagini dovranno stabilire se il danno all’organo fosse rilevabile prima dell’intervento e se siano stati rispettati tutti i protocolli di validazione previsti dal Centro Nazionale Trapianti.

 

La salma del bambino resta sequestrata in attesa dell’esame autoptico, che dovrebbe essere eseguito nelle prossime ore. Solo dopo il completamento degli accertamenti medico-legali la salma verrà restituita alla famiglia per l’ultimo saluto.

 

L’addio a Domenico: funerali in diretta televisiva
Intanto, la commozione per la sorte del piccolo ha travalicato i confini della provincia di Napoli. In segno di partecipazione al dolore della famiglia Caliendo e della comunità di Nola, l’emittente Canale 21 ha annunciato che trasmetterà in diretta i funerali, che si terranno nel Duomo di Nola presumibilmente entro la fine della settimana.

 

“L’unico intento è consentire a quanti non potranno essere presenti di unirsi idealmente al momento di preghiera”, si legge in una nota dell’emittente. La diretta sarà visibile sul digitale terrestre in Campania e Lazio, oltre che in streaming mondiale, a testimonianza di quanto il “caso Monaldi” stia scuotendo l’opinione pubblica nazionale.

 

La città di Nola, stretta attorno ai genitori di Domenico, si prepara a una giornata di lutto cittadino per salutare quel “piccolo guerriero” la cui morte è diventata ora un caso giudiziario e politico sulla sanità campana.