Crisci, capitan coraggio del Sorrento Primavera
CALCIO GIOVANILE
23 febbraio 2026
CALCIO GIOVANILE

Crisci, capitan coraggio del Sorrento Primavera

«Non ci aspettavamo un dominio del genere Ho vissuto i momenti belli e brutti del Sorrento»
Alfredo Izzo

Ha 19 anni, la fascia al braccio e una storia che si intreccia da sempre con la maglia rossonera. Il centrocampista Andrea Crisci è il capitano della Primavera del Sorrento, protagonista di una stagione dominata e chiusa con largo anticipo in vetta alla regular season. Per lui, che non ha mai cambiato squadra, questo traguardo ha un sapore ancora più speciale.

Andrea, ti aspettavi di vivere una stagione del genere? «Sicuramente no. Non avevo mai fatto un campionato così. Abbiamo vinto con sei giornate di anticipo e non è qualcosa che capita spesso. All’inizio sapevamo di essere un gruppo forte, costruito per fare bene, ma un dominio del genere non ce lo aspettavamo. Abbiamo raggiunto un grande risultato».

Quando hai capito che potevate davvero fare qualcosa di grande? «C’è stata una partita in cui eravamo in svantaggio. In passato, quando andavamo sotto, facevamo fatica a recuperare. In quella gara ho visto una fame diversa, una forza che ci ha permesso di ribaltarla. Lì ho capito che avevamo qualcosa in più rispetto al passato».

Qual è stata la vera forza della squadra? «Il gruppo, assolutamente. Ci troviamo benissimo insieme, siamo tutti ragazzi umili, con i piedi per terra. Quando un compagno sbaglia andiamo tutti lì ad aiutarlo. C’è una grande amicizia e questo si vede anche in campo». Per te che sei cresciuto qui, cosa significa indossare la fascia? «Per me è motivo di orgoglio. Ho iniziato nel Sorrento e non ho mai cambiato squadra. Essere capitano della Primavera della mia città è una responsabilità ma anche un onore. Mi sento parte di qualcosa di importante».

Hai parlato di responsabilità: come la vivi? «Sono il più grande del gruppo, ci sono ragazzi più piccoli che mi prendono come punto di riferimento. Cerco sempre di dare una mano, dentro e fuori dal campo. Le stagioni perfette non esistono, ho avuto anche io momenti difficili. Ma il ruolo di capitano ti impone quasi di restare lucido e di trasmettere serenità».

Che rapporto avete con il mister? «Eccezionale. Si mette sempre a disposizione, per noi è come un secondo padre. Ci aiuta tanto anche fuori dal campo. La cosa che ci ripete più spesso è di non abituarci a vincere. Dice che dobbiamo ragionare come se fossimo ultimi in classifica e andare a mille su ogni pallone. Ha ragione».

Quanto è stato importante questo messaggio in una stagione così dominante? «Tantissimo. Quando vinci con continuità rischi di rilassarti. Invece noi abbiamo cercato di mantenere sempre la concentrazione alta. Anche adesso lavoreremo partita dopo partita per raggiungere l’obiettivo della vittoria finale».

Tu hai vissuto Sorrento in momenti diversi, anche difficili. Che significato ha per te questa maglia? «Ho rivissuto Sorrento nelle sue bellezze e nelle sue sfortune. Ho visto la promozione della prima squadra, ho vissuto la vicenda dello stadio. La società ha sempre avuto fiducia in me e nel progetto. Non ho mai esitato nel voler restare qui».

Che atmosfera si respira ora nello spogliatoio? «Sappiamo di aver fatto qualcosa di molto importante, ma non abbiamo ancora finito. Siamo concentrati sulle prossime sfide. Vincere la regular season è stato bellissimo, ma vogliamo chiudere nel modo migliore».

Guardando al futuro, qual è il tuo sogno? «Spero di arrivare ad alti livelli con i colori della mia città. Voglio arrivare il più lontano possibile. Poi nel calcio non si sa mai dove ti porta il percorso, ma in qualsiasi squadra darò sempre il massimo». La fascia al braccio non è solo un simbolo, ma il segno di un legame profondo che lega il giovane Andrea Crisci a Sorrento. È la chiusura di un cerchio iniziato da bambino, quando quei colori erano solo un sogno. Il cammino non è finito. Vincere la regular season con largo anticipo è un segnale di forza, ma ora arriva la parte più delicata, quella in cui ogni dettaglio può fare la differenza. Crisci lo sa e lo ripete con lucidità: niente cali, niente distrazioni, solo lavoro quotidiano. Perché l’ambizione personale di ogni componente del gruppo passa anche attraverso il successo collettivo. Ora l’attenzione è tutta rivolta agli ultimi impegni, quelli che richiedono concentrazione massima e maturità. Vincere con largo anticipo può dare la sensazione che tutto sia estremamente semplice. Ma non è così. Il capitano lo sa bene: non bisogna sentirsi arrivati, ma continuare a correre su ogni pallone come se fosse il primo della stagione. È questo l’insegnamento che si porta dentro e che prova a trasmettere ai compagni più giovani.