Nascondeva droga in casa a Nocera: condannato 34enne, assolto l’amico
Un’assoluzione e una condanna per spaccio di droga: un 45enne nocerino arrestato ad ottobre, poi liberato, è stato assolto a capo dell’abbreviato nel rito per direttissima perché il fatto non sussiste nonostante fosse stato ritrovato in casa con un etto di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hashish. Accolta dal giudice del Tribunale di Nocera Inferiore la tesi del difensore Francesco Vicedomini e respinta la richiesta della procura che aveva chiesto due anni di pena perché il 45enne sarebbe stato recidivo.
Un anno e otto mesi di reclusione, invece, per V.E. il cui patteggiamento di giugno dello scorso anno è diventato definitivo e sconterà come da decisione dei giudici la pena ai domiciliari su dettato della Corte di Cassazione. Il 34enne aveva denunciato violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla mancata valutazione dell’istanza di autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa, nonché l’omessa individuazione delle prescrizioni concretamente applicabili, avendo il giudice rimesso ogni determinazione al magistrato di sorveglianza; che sono inammissibili entrambi i motivi di ricorso, avendo la giurisprudenza precisato che in tema di pene sostitutive e di pene detentive brevi, le prescrizioni dettate per la semilibertà sostitutiva, la detenzione domiciliare sostitutiva e il lavoro di pubblica utilità sostitutivo non sono “pene accessorie” la cui applicazione dipende dalla discrezionale valutazione del giudice, ma «costituiscono contenuto necessario e predeterminato della pena sostitutiva, da applicare obbligatoriamente anche in caso di patteggiamento», scrive la Cassazione nel respingere il ricorso.

