Si infiamma il confronto tecnico e legale sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto all'ospedale Monaldi in seguito…
TRAPIANTO AL MONALDI
24 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI
Caso Monaldi, l’equipe di espianto sul ghiaccio killer: “Distinzione non rilevante”
Nota ufficiale dell'ospedale dopo l'ispezione dei Nas a Bolzano. I medici avrebbero autorizzato l'uso di materiale non idoneo per la conservazione del cuore trapiantato al piccolo Domenico
Emergono dettagli cruciali e inquietanti sulla catena di errori che ha portato al danneggiamento del cuore trapiantato al piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto presso l’ospedale Monaldi di Napoli. Al centro dell’attenzione degli inquirenti c’è ora la gestione del trasporto dell’organo da Bolzano verso il capoluogo campano e, in particolare, la scelta del materiale refrigerante utilizzato per la conservazione del muscolo cardiaco durante il tragitto.
La sottovalutazione fatale del ghiaccio secco
L’Azienda ospedaliera dei Colli ha diffuso una nota ufficiale a seguito dell’ispezione condotta dai Carabinieri del Nas di Trento presso l’ospedale di Bolzano. L’obiettivo degli accertamenti era individuare chi avesse materialmente inserito il ghiaccio secco nel contenitore, una scelta tecnica considerata la causa principale del danno irreversibile subito dall’organo. Dalle verifiche interne effettuate dal Monaldi emerge un passaggio testuale che pesa come un macigno sulla posizione dell’equipe chirurgica incaricata del prelievo.
Secondo quanto ricostruito, nel momento in cui è stato richiesto di integrare il ghiaccio per il trasporto, il personale sanitario locale di Bolzano avrebbe esplicitamente domandato ai medici giunti da Napoli se fosse necessario utilizzare ghiaccio sterile o non sterile. La risposta dell’equipe di espianto, tuttavia, è stata tranciante: la distinzione tra le due tipologie non è stata considerata rilevante ai fini della corretta conservazione dell’organo. Questa valutazione avrebbe dato il via libera all’utilizzo di ghiaccio secco, la cui temperatura eccessivamente bassa ha finito per compromettere i tessuti del cuore prima ancora che giungesse in sala operatoria a Napoli.
La difesa dell’Azienda e il ruolo della magistratura
La Direzione generale del Monaldi, pur riportando l’esito delle indagini interne, ha voluto sottolineare la propria totale collaborazione con le autorità inquirenti. Nella nota viene ribadita la piena fiducia nell’operato della magistratura, alla quale sono stati forniti tutti i documenti e i resoconti necessari per fare chiarezza su un evento definito drammatico. La trasparenza invocata dall’ospedale mira a individuare le responsabilità individuali all’interno di una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica nazionale.
Il punto centrale dell’inchiesta resta ora stabilire se quella mancata distinzione tra ghiaccio idoneo e non idoneo configuri una colpa medica grave. Se venisse confermato che l’equipe di espianto ha ignorato i protocolli standard di trasporto degli organi, la loro posizione giuridica si complicherebbe ulteriormente, aggiungendosi ai dubbi già sollevati dai legali della famiglia Caliendo sulla tempistica dell’intervento chirurgico e sul “punto di non ritorno” superato in sala operatoria.

