Cresta sui fondi Ue: nei guai docenti di agraria di Portici
C’è anche Napoli al centro della maxi inchiesta della Procura Europea sulla gestione illecita dei fondi comunitari destinati all’istruzione. Tra gli indagati figurano docenti universitari, ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori. I pm parlano di un “sistema perverso” attraverso cui pubblici dipendenti avrebbero agevolato l’affidamento di forniture informatiche in cambio di cellulari, smart tv e altri beni per uso personale.
L’indagine nasce tre anni fa a Palermo con l’arresto di una preside dello Zen, poi patteggiante, accusata di aver pilotato acquisti di pc e tablet verso la società R-Store in cambio di regali per sé e per i familiari. Le rivelazioni di una dipendente dell’azienda, Alessandra Conigliaro, hanno permesso di estendere gli accertamenti, facendo emergere un presunto meccanismo analogo anche in Campania.
Secondo l’accusa, forniture sarebbero state indirizzate verso Informatica Commerciale S.p.A., R-Store e Databroker, accumulando “tesoretti” come contropartita. “La causa personalistica prevaleva su quella pubblicistica”, scrivono i magistrati.
Tra i docenti indagati: Corrado Leone del Cnr di Napoli e Portici; Luigi Cembalo e Roberto Freda dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Enrico Cafaro dello stesso ateneo; Luciano Airaghi dell’Its Fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli.
Al centro dell’inchiesta c’è la R-Store, Apple Premium Reseller con sede a Napoli e oltre 30 punti vendita in Italia. Secondo gli inquirenti, l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani – per il quale sono stati chiesti i domiciliari – avrebbe avuto un ruolo chiave nell’aggiudicazione delle gare, mentre Mario Piacenti curava i rapporti con referenti e istituti sul territorio, tra cui la stessa Conigliaro, considerata la “gola profonda” dell’indagine.

