SANREMO | L’Ariston dei record. I numeri della rivoluzione guidata dai ragazzi
Per decenni, il Festival di Sanremo è stato considerato un “programma per vecchi”, un rito polveroso che i giovani evitavano sistematicamente. Le statistiche degli ultimi anni raccontano però una realtà diametralmente opposta. Il dato più impressionante riguarda lo share televisivo nel target 15-24 anni: se dieci anni fa la kermesse faticava a raggiungere il 35% di interesse tra i ragazzi, oggi ha sfondato la barriera dell’80%.
Questo significa che 8 giovani su 10 che hanno la TV accesa durante la settimana santa della musica italiana sono sintonizzati su Rai 1. Non è solo un ritorno di fiamma, è una vera e propria colonizzazione culturale. Sanremo è riuscito a parlare la lingua dei ventenni senza tradire la sua natura generalista, diventando l’unico momento dell’anno in cui la famiglia si riunisce davanti allo schermo, ma con il telecomando virtualmente in mano ai figli.
La battaglia dei bit: lo streaming è il vero podio
Il successo di una canzone oggi non si misura più con i mazzi di fiori ricevuti sul palco, ma con la velocità con cui scala le classifiche digitali. Il giorno dopo la finale, la “Top 50 Italia” di Spotify subisce regolarmente un terremoto: le prime 15-20 posizioni vengono letteralmente sequestrate dai brani del Festival.
Le canzoni di Sanremo non si limitano a passare in radio; diventano la colonna sonora dei mesi successivi. Nelle ultime edizioni, i brani in gara hanno collezionato tra i 15 e i 20 Dischi di Platino complessivi in meno di un trimestre. È la vittoria del consumo “liquido”: Sanremo produce contenuti che durano nel tempo, trasformando l’evento televisivo in un motore economico senza sosta per l’industria discografica.
TikTok e la viralità da miliardi di visualizzazioni
Se l’Ariston è il palcoscenico fisico, TikTok è quello virtuale dove la kermesse si espande all’infinito. Le interazioni social totali durante la settimana superano ormai i 30 milioni, ma è sulla piattaforma cinese che avviene il miracolo della viralità. Gli hashtag legati al Festival superano i 2 miliardi di visualizzazioni in soli cinque giorni.
Ogni gesto, ogni frase storta o errore tecnico viene frammentato in clip verticali che rimbalzano da uno smartphone all’altro, creando un traffico di dati che non ha eguali in Europa, superando spesso persino la risonanza mediatica dell’Eurovision nei confini nazionali. Per i giovani, il Festival non è un contenuto da guardare, ma un materiale grezzo da editare e ricondividere.
L’economia del Festival: tra Baudi e milioni di euro
Infine, c’è il dato economico, che riflette la potenza del brand. La raccolta pubblicitaria della Rai ha toccato vette storiche, superando i 60 milioni di euro per singola edizione. A questo si aggiunge l’indotto per la città di Sanremo e il territorio ligure, stimato intorno ai 20 milioni di euro.
Ma la vera moneta dei giovani sono i “Baudi” del FantaSanremo. Con oltre 2,6 milioni di squadre iscritte e 1,5 milioni di utenti attivi sull’app, il gioco ha dimostrato che la partecipazione è la chiave del futuro. Quando milioni di persone scaricano un’applicazione per partecipare a una gara virtuale legata a uno show televisivo, significa che il confine tra intrattenimento e realtà è definitivamente caduto. Sanremo oggi non è solo uno show: è una borsa valori delle emozioni, dei like e delle ambizioni di una generazione intera.

