Terzigno, sfregio alle porte del Vesuvio: cumuli di rifiuti sotto le telecamere
I LETTORI SCRIVONO...
24 febbraio 2026
I LETTORI SCRIVONO...

Terzigno, sfregio alle porte del Vesuvio: cumuli di rifiuti sotto le telecamere

Cresce l'indignazione per lo sversamento illegale di scarti a ridosso del Parco Nazionale; i residenti chiedono tolleranza zero e l'analisi immediata dei filmati di videosorveglianza
metropolisweb

L’incanto del Parco Nazionale del Vesuvio, patrimonio naturalistico di inestimabile valore, continua a scontrarsi con la piaga del degrado urbano e dell’inciviltà. A Terzigno, la cronaca di un malcostume che sembra impossibile da sradicare si arricchisce di un nuovo, deprimente capitolo: le strade cittadine che conducono ai sentieri del vulcano sono diventate, ancora una volta, teatro di sversamenti abusivi. La segnalazione giunge direttamente da un cittadino residente, che ha immortalato con uno scatto l’ennesima discarica a cielo aperto sorta ai bordi della carreggiata, tra sacchetti di plastica, scarti edilizi e rifiuti ingombranti che feriscono il paesaggio.

Ciò che rende la situazione ancora più paradossale è la presenza, a pochi metri dal cumulo di immondizia, di una telecamera del servizio di videosorveglianza comunale. Il dispositivo di sicurezza punta proprio verso l’area interessata dal deposito illegale, suggerendo che l’autore dello sfregio ambientale possa essere stato ripreso chiaramente durante l’azione. “È inaccettabile che si continui a violentare il territorio in questo modo, specialmente laddove esistono strumenti di controllo”, denuncia il lettore che ha inviato la segnalazione. “Sarebbe il caso di analizzare immediatamente i filmati, identificare i responsabili e procedere con multe salatissime che fungano da deterrente”.

Il sentimento comune tra gli abitanti di Terzigno è quello di una profonda stanchezza: da un lato l’orgoglio per una terra ricca di storia e natura, dall’altro la rabbia verso una minoranza che ne compromette l’immagine e l’igiene. La richiesta rivolta alle autorità locali è chiara: non limitarsi alla rimozione dei rifiuti, operazione che spesso finisce per gravare sulle tasche della collettività, ma puntare sulla punizione esemplare dei colpevoli. Solo trasformando la videosorveglianza da semplice presidio visivo a strumento attivo di sanzione si potrà sperare di restituire decoro alle porte del Vesuvio e dignità a un’intera comunità.