Traffico illecito di cuccioli: l’allarme in Parlamento sulla “nuova ecomafia”
INDAGINE
24 febbraio 2026
INDAGINE
Traffico illecito di cuccioli: l’allarme in Parlamento sulla “nuova ecomafia”
Il magistrato Diana Russo denuncia un sistema criminale basato su frodi fiscali e maltrattamenti. "Molti reati finiscono in prescrizione, serve un protocollo nazionale"
Pasquale Santo

Non si tratta di semplici irregolarità, ma di un fenomeno criminale strutturato che intreccia il maltrattamento animale con la criminalità organizzata, la frode fiscale e i rischi per la salute pubblica. È questo il quadro allarmante delineato oggi a Palazzo San Macuto da Diana Russo, magistrato di Napoli Nord, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti ambientali e agroalimentari. Al centro della relazione, le indagini che hanno svelato un mercato nero milionario alimentato dall’importazione illegale di cani dai Paesi dell’Est Europa.

 

Un sistema basato su sofferenza e documenti falsi
Le inchieste condotte dalla Procura di Napoli Nord hanno fatto luce su una filiera crudele: cuccioli sottratti troppo presto alle madri, trasportati per migliaia di chilometri in condizioni incompatibili con il loro benessere e privi di qualsiasi copertura vaccinale. Secondo quanto riferito dal magistrato, molti di questi animali muoiono pochi giorni dopo l’acquisto a causa di gravi patologie gastrointestinali, lasciando le famiglie ignare non solo nel dolore, ma anche vittime di truffe economiche.

 

Il meccanismo criminale si regge su un sofisticato sistema di falsificazione. I passaporti sanitari vengono alterati, l’età degli animali viene “ritoccata” per aggirare le norme sui trasporti internazionali e le transazioni finanziarie avvengono attraverso società cartiere. Questo permette ai trafficanti di attuare vere e proprie “frodi carosello” per evadere l’Iva, trasformando il commercio di esseri senzienti in un business paragonabile a quello del traffico di rifiuti o di altre attività illecite delle ecomafie. In un solo procedimento illustrato in aula, è stato possibile procedere alla confisca di beni per oltre 6,2 milioni di euro.

 

Le criticità: tra burocrazia e prescrizione
Nonostante i successi investigativi, Diana Russo ha evidenziato come il sistema di contrasto attuale presenti falle profonde. La criticità principale resta la mancanza di coordinamento tra le autorità sanitarie e quelle giudiziarie, unita a normative europee disomogenee che facilitano il passaggio dei carichi illegali attraverso i confini. A questo si aggiunge un paradosso processuale: poiché questi procedimenti non vengono considerati “prioritari” rispetto ad altri filoni giudiziari, la maggior parte dei reati rischia di estinguersi per prescrizione prima di giungere a una sentenza definitiva.

 

Il magistrato ha denunciato un “lavoro immane” svolto dagli inquirenti che spesso finisce nel nulla a causa di indagini onerose e tempi tecnici troppo lunghi. Senza un rafforzamento del coordinamento tra le diverse procure italiane e una maggiore formazione degli operatori, il rischio è che le organizzazioni criminali continuino a operare con sostanziale impunità, forti di guadagni altissimi e rischi giudiziari contenuti.

 

La gestione dei sequestri e il ruolo dei cittadini
Un altro punto dolente emerso durante l’audizione riguarda il destino degli animali una volta che vengono intercettati e sequestrati dalle forze dell’ordine. Manca, infatti, una rete di strutture pubbliche o convenzionate di riferimento per la fase che precede l’adozione. Senza tariffe definite per il mantenimento e protocolli chiari per le cure veterinarie immediate, la gestione di centinaia di cuccioli traumatizzati diventa un onere insostenibile per le procure e per le strutture private che se ne fanno carico.

 

In chiusura, Diana Russo ha lanciato un appello alla società civile: il contrasto più efficace al traffico illecito parte dalla riduzione della domanda. Una maggiore consapevolezza dei cittadini e l’acquisto responsabile sono strumenti essenziali per togliere ossigeno economico alle rotte illegali. Solo attraverso un’informazione corretta si può evitare che l’acquisto di un cucciolo diventi, inconsapevolmente, il finanziamento di un sistema criminale che lucra sulla vita e sulla sofferenza animale.