Un’area della Chiesa dell’Incoronata a Napoli occupata abusivamente da anni
IL SEQUESTRO
24 febbraio 2026
IL SEQUESTRO

Un’area della Chiesa dell’Incoronata a Napoli occupata abusivamente da anni

Blitz dei carabinieri, area del demanio culturale era occupata senza alcuna autorizzazione
Pietro Costante

Blitz dei Carabinieri nel cuore di Napoli: sequestrata un’area del demanio culturale occupata abusivamente da anni, a pochi passi dalla storica Chiesa dell’Incoronata. Su delega della Procura della Repubblica partenopea, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari, restituendo alla collettività uno spazio pubblico sottratto illegalmente e trasformato in area privata.

L’area recintata e chiusa con lucchetto – Le indagini hanno accertato che lo spazio, di proprietà del demanio culturale e pertinenziale alla chiesa trecentesca di via Medina, era stato recintato e occupato senza alcun titolo autorizzativo. Una catena con lucchetto ne impediva l’accesso, di fatto sottraendolo alla fruizione pubblica e perfino ai funzionari della competente Soprintendenza. Non solo: l’area sarebbe stata utilizzata anche come deposito di materiali riconducibili a un vicino esercizio di ristorazione, aggravando ulteriormente la posizione dell’occupante.

Un indagato e tre ipotesi di reato – L’Autorità giudiziaria ha iscritto nel registro degli indagati un soggetto, chiamato a rispondere – a vario titolo – di usurpazione di bene pubblico, appropriazione indebita e uso illecito di beni culturali. Reati che, in un contesto come quello del centro storico napoletano, assumono un peso specifico rilevante, perché incidono direttamente sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

Restituzione alla Soprintendenza – Con l’esecuzione del provvedimento, l’area è stata formalmente restituita alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, che ne curerà ora la gestione e la salvaguardia. L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Procura e dei Carabinieri TPC nella difesa del patrimonio culturale, spesso oggetto di occupazioni striscianti e utilizzi impropri che, nel tempo, rischiano di consolidarsi nel silenzio generale. Questa volta, però, il lucchetto è stato spezzato. E con esso, anni di occupazione abusiva nel cuore della città.