Allarme povertà a Pompei, pacchi alimentari per 350 famiglie
C’è una città che ogni giorno accoglie milioni di visitatori, e poi c’è la città che non si vede nelle cartoline: quella delle case dove si fa la spesa con la calcolatrice in mano, dei genitori che saltano un pasto per far mangiare i figli, degli anziani soli che contano le monete prima di entrare al supermercato. È qui che Pompei riscopre la sua vocazione più antica, quella di città della carità.
Il Banco Alimentare
Per il 2026 il Comune conferma il progetto Condividere i bisogni per condividere il senso della vita, realizzato insieme al Banco Alimentare Campania Onlus. Un nome lungo, quasi programmatico, che però si traduce in un gesto semplice e concreto: 350 pacchi alimentari al mese destinati ad altrettante famiglie in difficoltà. Trecentocinquanta non è solo un numero in una determina. Sono tavole apparecchiate con un po’ più di serenità, dispense che tornano a riempirsi di pasta, latte, olio, conserve. Generi di prima necessità che diventano ossigeno per chi vive un momento di fragilità economica. Perché la povertà, oggi, ha tanti volti: lavoratori con contratti precari, nuclei monoreddito schiacciati dall’aumento dei prezzi, anziani con pensioni minime, famiglie numerose che faticano a sostenere affitti e bollette. In una città simbolo di fede e accoglienza, l’idea di “condividere i bisogni” assume un significato ancora più profondo.
La crisi economica
Pompei non è soltanto il Santuario e il flusso incessante di turisti; è anche una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. La collaborazione con il Banco Alimentare, realtà radicata sul territorio regionale, rafforza una rete di solidarietà che negli anni è diventata presidio contro l’emarginazione. Per sostenere il progetto, l’amministrazione ha stanziato 23mila euro per l’annualità 2026. Una cifra che, tradotta in concreto, significa continuità: la certezza che per dodici mesi 350 nuclei familiari potranno contare su un aiuto stabile. I Servizi sociali avranno il compito di individuare i beneficiari attraverso un Avviso pubblico, seguendo criteri chiari e trasparenti, ma con uno sguardo attento alle storie personali.
L’iniziativa solidale
In tempi in cui il carovita erode stipendi e pensioni, interventi come questo diventano argini contro la solitudine e la vergogna che spesso accompagnano il bisogno. Perché chiedere aiuto non è mai facile. E sapere che la propria città c’è, che tende una mano senza giudicare, può fare la differenza. “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita” non resta così uno slogan amministrativo. Diventa una scelta di campo: mettere al centro le persone, riconoscere che dietro ogni pratica c’è una famiglia, dietro ogni pacco consegnato c’è una storia che merita rispetto. Nella città della carità, la solidarietà non è un’eccezione. È un dovere quotidiano, a cui dare riscontro con iniziative mirate a dare supporto a chi ha più bisogno di aiuto.

