Allarme povertà a Pompei, pacchi alimentari per 350 famiglie
INCLUSIONE
25 febbraio 2026
INCLUSIONE

Allarme povertà a Pompei, pacchi alimentari per 350 famiglie

Il bando del Comune per aiutare le famiglie bisognose con il Banco Alimentare Campania Onlus
Gaetano Angellotti

C’è una città che ogni giorno accoglie milioni di visitatori, e poi c’è la città che non si vede nelle cartoline: quella delle case dove si fa la spesa con la calcolatrice in mano, dei genitori che saltano un pasto per far mangiare i figli, degli anziani soli che contano le monete prima di entrare al supermercato. È qui che Pompei riscopre la sua vocazione più antica, quella di città della carità.

Il Banco Alimentare
Per il 2026 il Comune conferma il progetto Condividere i bisogni per condividere il senso della vita, realizzato insieme al Banco Alimentare Campania Onlus. Un nome lungo, quasi programmatico, che però si traduce in un gesto semplice e concreto: 350 pacchi alimentari al mese destinati ad altrettante famiglie in difficoltà. Trecentocinquanta non è solo un numero in una determina. Sono tavole apparecchiate con un po’ più di serenità, dispense che tornano a riempirsi di pasta, latte, olio, conserve. Generi di prima necessità che diventano ossigeno per chi vive un momento di fragilità economica. Perché la povertà, oggi, ha tanti volti: lavoratori con contratti precari, nuclei monoreddito schiacciati dall’aumento dei prezzi, anziani con pensioni minime, famiglie numerose che faticano a sostenere affitti e bollette. In una città simbolo di fede e accoglienza, l’idea di “condividere i bisogni” assume un significato ancora più profondo.

La crisi economica
Pompei non è soltanto il Santuario e il flusso incessante di turisti; è anche una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. La collaborazione con il Banco Alimentare, realtà radicata sul territorio regionale, rafforza una rete di solidarietà che negli anni è diventata presidio contro l’emarginazione. Per sostenere il progetto, l’amministrazione ha stanziato 23mila euro per l’annualità 2026. Una cifra che, tradotta in concreto, significa continuità: la certezza che per dodici mesi 350 nuclei familiari potranno contare su un aiuto stabile. I Servizi sociali avranno il compito di individuare i beneficiari attraverso un Avviso pubblico, seguendo criteri chiari e trasparenti, ma con uno sguardo attento alle storie personali.

L’iniziativa solidale
In tempi in cui il carovita erode stipendi e pensioni, interventi come questo diventano argini contro la solitudine e la vergogna che spesso accompagnano il bisogno. Perché chiedere aiuto non è mai facile. E sapere che la propria città c’è, che tende una mano senza giudicare, può fare la differenza. “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita” non resta così uno slogan amministrativo. Diventa una scelta di campo: mettere al centro le persone, riconoscere che dietro ogni pratica c’è una famiglia, dietro ogni pacco consegnato c’è una storia che merita rispetto. Nella città della carità, la solidarietà non è un’eccezione. È un dovere quotidiano, a cui dare riscontro con iniziative mirate a dare supporto a chi ha più bisogno di aiuto.