Castellammare. Spiagge, la determina pasticciata imbarazza l'amministrazione
Per i servizi sull’arenile di Castellammare di Stabia, la giunta intende solo docce, passerelle, spogliatoi, bagni e attrezzature idonee a…
L’avviso pubblico copia e incolla per la fornitura dei servizi sulle spiagge di Castellammare di Stabia contiene una sfilza di errori anche dal punto di vista normativo. Inspiegabile come siano sfuggiti alla giunta comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza ed alla segretaria generale del Comune di Castellammare. Un atto pasticciato perché l’amministrazione comunale intende dotare la spiaggia di docce, bagni pubblici, spogliatoi, passerelle e attrezzature per i disabili, ma nel bando si chiede a chi dovrà installarle, senza alcun nesso logico, di vietare abbonamenti o prenotazioni per usufruire dei servizi. Abbonarsi per espletare bisogni fisiologici?
Amministrazione sotto accusa
Fosse solo quello della forma il problema. Secondo la civica di centrodestra, Stabia Unica, infatti, l’avviso pubblico del Comune contiene infatti anche una sfilza di errori normativi. «Dopo il Savorito, il “copia e incolla” affonda anche il mare», recita un comunicato della forza politica rappresentata in consiglio comunale da Antonio Federico. «Non è più solo sciatteria: è un accanimento terapeutico contro la legalità e l’efficienza. Dopo aver collezionato la figuraccia epocale del bando per le opere del Savorito, l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia riesce nell’impresa impossibile di fare peggio, partorendo due avvisi per i servizi balneari che sono un concentrato di dilettantismo burocratico», continua la nota.
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Gli errori normativi
Nell’avviso pubblico si fa riferimento a una procedura ormai decaduta da dieci anni. «Siamo di fronte a un paradosso kafkiano. In pieno 2026, gli uffici del Settore V pubblicano atti che resuscitano il D.Lgs. 50/2016, una norma defunta e sepolta, dimostrando di ignorare totalmente il Nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023)», spiega infatti Stabia Unica, accusando gli uffici «è il trionfo del “copia e incolla” più becero: un’offesa all’intelligenza dei cittadini e alla dignità dei professionisti del settore». Il sospetto della civica di centrodestra, tuttavia, è che non si tratti di semplici sviste. «Scrivere nero su bianco che la scelta dell’operatore avverrà in modo “del tutto discrezionale e insindacabile” non è solo un errore tecnico, è una dichiarazione di guerra alla trasparenza», continua Stabia Unica, che entra nel dettaglio «nel diritto moderno, l’insindacabilità è il paravento dietro cui si nasconde l’incapacità di motivare le scelte. Il Nuovo Codice impone il Principio del Risultato, non il capriccio del dirigente di turno».
La sfilza di strafalcioni
Ma non finisce qui, perché l’elenco degli errori è lunghissimo. «Vietare l’avvalimento, calpestando l’art. 104 del D.Lgs. 36/2023, significa chiudere le porte in faccia alle piccole imprese sane del territorio, impedendo loro di aggregarsi. È un atto palesemente illegittimo che espone l’Ente all’ennesima pioggia di ricorsi al TAR», continua Stabia Unica che conclude «la confusione è patologica perché parliamo di bandi che non sanno se trattano forniture, servizi o lavori, citando soglie a casaccio e requisiti di idoneità (i codici ATECO) usati come clave escludenti senza alcuna logica di equipollenza».
Il tasto dolente
Davanti a tutti questi errori le domande di Stabia Unica sono semplici: «Dove si nasconde la giunta comunale? È possibile che nessuno tra gli assessori abbia la competenza o la voglia di leggere ciò che l’ente firma? E il segretario generale, il cosiddetto “notaio” dell’azione amministrativa, in quale stato di ipnosi si trova mentre circolano atti che sono carta straccia sotto il profilo del diritto? Definirlo una “figura fantasma” è ormai un eufemismo: è un’assenza che pesa come un macigno sulla tenuta democratica della città».
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Lo scenario
«Castellammare non sta morendo per fatalità, ma per l’evidente e conclamata incompetenza di chi la governa. Questo declino irreversibile ha nomi e cognomi», dice la lista rappresentata in aula da Antonio Federico, che aggiunge «se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione balneare 2026 non nascerà sotto il segno dell’accoglienza, ma sotto quello dei tribunali amministrativi. Un’amministrazione che non sa nemmeno scrivere un bando di gara è un’amministrazione che ha già firmato la sua resa morale e civile. Quando la forma amministrativa è così compromessa, la sostanza dei servizi ai cittadini non può che risentirne».
L’imbarazzo della giunta
L’amministrazione comunale si è ritrovata dunque a fare i conti con una determina scritta male e completamente sbagliata. E il sindaco Luigi Vicinanza ha provato quantomeno a confermare la posizione della sua giunta. «Facciamo chiarezza sulla spiaggia libera di Castellammare di Stabia. Il tratto di arenile che va dalla banchina di Zi Catiello fino ai confini di Marina di Stabia resterà spiaggia libera attrezzata. Non ci sono equivoci, non ci sono privatizzazioni, non c’è alcuna volontà di sottrarre questo spazio ai cittadini», ha detto il primo cittadino stabiese aggiungendo «come ho sempre detto, e lo ribadisco con forza: la spiaggia resta libera. Il mare deve essere di tutti. Il mare gratis è un nuovo diritto sociale, un principio di equità e civiltà che questa amministrazione difende con convinzione e che vuole continuare a garantire così come abbiamo fatto la scorsa estate».
La posizione sulla determina
«La procedura avviata serve esclusivamente ad attrezzare e migliorare la fruizione dell’arenile. Così come lo scorso anno abbiamo installato docce, servizi igienici, passerelle, spogliatoi e garantito la vigilanza, quest’anno vogliamo fare ancora meglio», ha detto il sindaco Vicinanza concludendo «vogliamo offrire servizi più efficienti, maggiore sicurezza e più decoro, senza togliere nulla alla natura pubblica e gratuita della spiaggia. Il nostro obiettivo è semplice e chiaro: garantire accesso libero, servizi dignitosi e qualità per tutti. Perché la spiaggia è un bene comune e resterà tale».
