Tiziano Ferro celebra i 25 anni di carriera all’Ariston
C’è un filo rosso che lega Tiziano Ferro al Festival di Sanremo: presenza, prestigio, attesa. Non la gara. Anche nell’edizione 2026 il cantautore di Latina è salito sul palco del Teatro Ariston come super ospite della prima serata, celebrando i 25 anni dall’esplosione di Xdono e dell’album Rosso Relativo, in un ritorno in Riviera tra i momenti più attesi della serata inaugurale.
La sua resta una traiettoria particolare: nonostante un successo costruito tra classifiche, tour internazionali e milioni di dischi venduti, Ferro non ha mai partecipato al Festival come concorrente. Eppure all’Ariston è stato protagonista più volte da ospite: dal duetto con Michele Zarrillo nel 2006, ai ritorni del 2007, 2015 e 2017, fino al 2020, quando fu presenza fissa per tutte le serate, diventando uno dei volti simbolo di quell’edizione. Per lui Sanremo è sempre stato un palcoscenico di celebrazione, non di consacrazione.
Visibilmente emozionato ma grintoso, Ferro ha aperto il suo medley con “Ti scatterò una foto”, per poi proseguire con “La differenza tra me e te”, “Lo stadio” e l’immancabile “Xdono”. Un percorso musicale che ha attraversato un quarto di secolo di carriera, travolgendo l’Ariston.“Solo tu potevi farmi festeggiare così questo compleanno”, ha detto l’artista rivolgendosi al direttore artistico Carlo Conti.
Poi, guardando il pubblico: “Questo signore 25 anni fa ha creduto in me, facendomi cantare per la prima volta Xdono in una trasmissione televisiva, era Domenica In. In questo quarto di secolo è successo di tutto, mi è cambiata la vita, soprattutto grazie a queste persone qui”. Nel siparietto con Conti non è mancata una battuta che ha acceso la curiosità: “E se vengo in gara?”.
Il direttore artistico con un tono scherzo ha risposto : “Magari fra qualche anno. Ora pensa agli stadi”. Un botta e risposta che ha strappato sorrisi e lasciato aperta, almeno idealmente, una porta. La performance è culminata con il nuovo brano “Sono un grande”, manifesto di consapevolezza e rivincita personale. “Sono di una generazione in cui non davano neanche il 10 a scuola”, ha spiegato Ferro. “Ora invece le nuove generazioni stanno iniziando a celebrare la forza della propria unicità. E finalmente anche io posso dirmi bravo per quello che ho fatto e che non ho fatto, anche contro gli hater. Mi sono tolto la soddisfazione di dirmi e di dire a tutti: sono un grande”.
Ancora una volta, Tiziano Ferro ha dimostrato che il suo legame con Sanremo non ha bisogno della gara per essere centrale.


