Commissione d’accesso a Torre Annunziata, silenzio inquietante di un dibattito assente
Gentile Direttore,
ho letto con attenzione le notizie relative all’invio, in data 2 gennaio scorso, da parte del Prefetto di Napoli, Dott. Michele Di Bari, di una Commissione d’accesso presso il Comune di Torre Annunziata. Si tratta di un atto di particolare rilevanza istituzionale, che non può essere archiviato come una mera formalità amministrativa né affrontato con ostentata tranquillità.
L’accesso prefettizio rappresenta, com’è noto, uno strumento previsto dall’ordinamento per verificare eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata nell’attività dell’ente locale. È dunque un passaggio delicato, che chiama in causa l’intera comunità cittadina e, prima ancora, le forze politiche che la rappresentano.
Mi ha colpito, in queste settimane, l’assenza di un dibattito pubblico serio e approfondito. Il Sindaco ha rivendicato serenità rispetto al proprio operato e a quello dell’amministrazione; atteggiamento legittimo, ma che da solo non può bastare. Ancora più sorprendente è stato il sostanziale silenzio, fra gli altri, del Partito Democratico, forza di maggioranza relativa in Consiglio comunale, che si è limitato – quando è intervenuto – a un appoggio pieno e acritico.
Parlo anche nella mia qualità di ex Sindaco della Città e di iscritto al Partito Democratico. Proprio per questo sento il dovere morale e politico di esprimere preoccupazione. Torre Annunziata non è nuova a esperienze traumatiche: due precedenti scioglimenti per condizionamento della criminalità organizzata hanno segnato profondamente la vita istituzionale e civile della nostra comunità. Ignorare questo passato, o trattarlo come un capitolo chiuso e irrilevante, sarebbe un grave errore.
Non si tratta di emettere sentenze preventive né di alimentare allarmismi. Si tratta, piuttosto, di esercitare fino in fondo quella responsabilità politica che impone trasparenza, vigilanza e confronto. Di fronte a un fatto così significativo, il minimo che ci si aspetterebbe è l’apertura di un dibattito franco, anche autocritico, capace di interrogarsi sulle eventuali fragilità amministrative e sui correttivi da adottare. Il rischio di uno scioglimento non può essere liquidato come un’ipotesi remota o strumentale.
La storia recente della nostra città ci insegna che la sottovalutazione è spesso il primo passo verso conseguenze ben più gravi. La politica, soprattutto quella che si richiama a valori di legalità e buon governo, non può permettersi superficialità né rifugiarsi in un silenzio che rischia di apparire, nell’attuale contesto, più come reticente che prudente. Mi auguro che, anche attraverso le pagine del Suo giornale, si possa finalmente aprire una discussione pubblica all’altezza della situazione, nel rispetto delle istituzioni ma con la necessaria fermezza. Torre Annunziata merita chiarezza, responsabilità e una classe dirigente capace di affrontare le difficoltà senza minimizzare né rimuovere.
*Avvocato, ex Sindaco di Torre Annunziata


