Dal Sud America alla Campania, smascherata la rotta della cocaina: presi i Papale di Ercolano
Il blitz
26 febbraio 2026
Il blitz

Dal Sud America alla Campania, smascherata la rotta della cocaina: presi i Papale di Ercolano

Blitz internazionale tra Francia, Italia, Belgio e Svizzera: arrestato un obiettivo di alto valore e scoperta una rete di società fantasma tra Scafati ed Ercolano.
Antonio Di Martino

Dal Sud America ai porti d’Europa, lungo un asse che attraversa Francia, Italia, Belgio e Svizzera, la rotta della cocaina è stata ricostruita seguendo il denaro fino al cuore di una rete legata a camorra e ’ndrangheta, con un ruolo centrale del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Torre Annunziata.

Figurano anche Mario Papale e il figlio Giuseppe, il primo arrestato a Marsiglia e l’altro a Como, tra sette persone (quattro prese in Francia e le altre in Italia) arrestate nell’ambito di un’indagine condotta dalle autorità francesi, italiane e svizzere, coordinate da Eurojust ed Europol. Due esponenti di primo piano della cosca di Ercolano.

Il 23 febbraio è scattata un’operazione simultanea in quattro Paesi che ha portato all’arresto di un obiettivo di alto valore, cittadino montenegrino ricercato in Europa e ritenuto al vertice dell’organizzazione, insieme ad altri sei indagati. L’indagine, sviluppata attraverso un’articolata cooperazione internazionale, ha preso forma dall’analisi di movimenti finanziari sospetti collegati al traffico di cocaina dal Sud America verso i principali scali europei, trasformandosi in un’inchiesta strutturata sul riciclaggio di milioni di euro.

 

Gli investigatori hanno documentato un sistema consolidato basato su società di comodo, fatture per operazioni inesistenti, investimenti immobiliari di pregio e utilizzo di criptovalute, strumenti impiegati per ripulire e reinvestire i proventi della droga. In Costa Azzurra sono stati sequestrati immobili per oltre 5 milioni di euro, veicoli di lusso e consistenti disponibilità finanziarie, colpendo il patrimonio accumulato dal gruppo.

 

In Italia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno ricostruito la rete economica da Scafati fino ad Ercolano, individuando decine di società intestate a teste di legno e risultate fittizie, create per schermare i flussi illeciti e dare una veste apparentemente legale ai capitali provenienti dal narcotraffico.

 

L’azione è stata eseguita, in Francia, dalla JIRS di Marsiglia (Giurisdizione specializzata interregionale) insieme alla Gendarmerie Nationale – SR Marsiglia, con il supporto del GIGN, dell’Unità cinofila di Hyères, delle Unità di Cannes e Hyères e dell’Unità informatica nazionale; in Italia dalla Procura di Napoli e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata; in Svizzera dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC), dall’Ufficio federale di polizia (fedpol) e dall’Ufficio federale delle dogane e della sicurezza delle frontiere (UFCS).

 

Un dispositivo investigativo articolato che ha permesso di incrociare dati bancari, assetti societari e movimentazioni transnazionali, collegando la filiera finanziaria alla logistica dei carichi di stupefacente e consolidando il quadro accusatorio anche alla luce di un maxi sequestro di cocaina effettuato in Belgio alla fine del 2025. L’operazione rappresenta un colpo diretto a un’organizzazione capace di operare su scala globale, dimostrando che la cooperazione tra autorità giudiziarie e forze di polizia internazionali, con il contributo decisivo del reparto investigativo oplontino, resta determinante per intercettare e smantellare le reti del narcotraffico.