Mogol, l’emozione di una leggenda: Premio alla Carriera illumina il Festival
Se il Festival è, per definizione, la festa delle parole che diventano musica, non poteva esserci momento più simbolico della consegna del Premio alla Carriera a Giulio Rapetti, in arte Mogol, durante la terza serata di Sanremo 2026. L’Ariston si è sciolto in una standing ovation interminabile, la prima e più sentita della serata, per accogliere l’uomo che ha dato un’anima poetica agli ultimi sessant’anni di discografia italiana.
Un tributo oltre il tempo
A 89 anni (prossimo ai 90, come ricordato affettuosamente da Carlo Conti), Mogol è salito sul palco visibilmente emozionato. “Un’accoglienza così mi commuove ancora”, ha dichiarato il paroliere, la cui penna ha firmato ben 1.766 canzoni. Il Direttore Artistico ha sottolineato come questo premio non sia solo un riconoscimento all’immenso catalogo artistico – dal sodalizio leggendario con Lucio Battisti ai capolavori per Celentano, Cocciante e Mango – ma un tributo personale a un uomo che ha cambiato il DNA della cultura pop italiana.
Tra ricordi e nuove onorificenze
Durante la premiazione, Mogol ha ripercorso brevemente le tappe di una carriera nata quasi per sfida alla fine degli anni ’50, quando scelse il suo iconico pseudonimo ispirandosi a un personaggio dei fumetti. Il Maestro ha concluso il suo intervento con un pensiero dedicato alla moglie e alla forza della “interpretazione credibile”, che oggi, a suo dire, conta più del “bel canto” fine a se stesso. La sua presenza ha regalato al Festival un momento di rara autorevolezza, ricordando a tutti che, dietro ogni grande melodia, batte sempre il cuore di un grande testo.


