Terremoti e vulcani, la svolta: l’intelligenza artificiale leggerà le vibrazioni del suolo
PREVENZIONE
26 febbraio 2026
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Terremoti e vulcani, la svolta: l’intelligenza artificiale leggerà le vibrazioni del suolo

La fibra ottica diventa in un sistema di monitoraggio sismico. Dai Campi Flegrei alle isole vulcaniche, la Rete FiberCop diventa un Sensore Gigante per l’INGV
Marco Cirillo

La rete che porta internet nelle case degli italiani sta per assumere una nuova, vitale funzione: proteggere il territorio nazionale. In un Paese geologicamente inquieto come il nostro, l’innovazione tecnologica ha trovato una strada inaspettata nei cavi di vetro che corrono sotto le nostre strade. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e FiberCop hanno infatti siglato un Memorandum d’Intesa (MOU) che trasforma ufficialmente l’infrastruttura digitale più estesa d’Italia in una fitta ragnatela di sensori per il monitoraggio sismico e vulcanico.

 

La Tecnologia DAS: il “Sistema Nervoso” del Territorio
Al centro di questa rivoluzione tecnologica c’è la Distributed Acoustic Sensing (DAS). Si tratta di una metodologia d’avanguardia che permette di convertire un comune cavo in fibra ottica in una serie ininterrotta di micro-sensori capaci di percepire le più infinitesimali vibrazioni del suolo. Grazie a questa tecnica, la fibra non trasporta più solo dati, ma diventa essa stessa uno strumento di misura sensibile ai movimenti tellurici e alle dinamiche magmatiche.

 

Il vantaggio è enorme: laddove i sensori tradizionali (i sismografi) forniscono dati puntuali, la fibra ottica offre un monitoraggio continuo e capillare. È come passare da pochi punti di osservazione a una visione totale e costante. Questa tecnologia è già stata testata con successo sull’isola di Vulcano, dove, in un solo mese di sperimentazione, ha permesso di rilevare oltre 1.400 eventi sismici, fornendo una radiografia senza precedenti dello stato del sistema idrotermale sotterraneo.

 

Dai Campi Flegrei a Bacoli: 20 km di Monitoraggio in Tempo Reale
L’applicazione più urgente e significativa di questo accordo riguarda una delle aree più sensibili del mondo: i Campi Flegrei. È qui che l’attività di monitoraggio è già entrata nel vivo. Un cavo in fibra ottica di circa 20 chilometri, che si snoda tra Bagnoli e Bacoli, è stato collegato ai sistemi di acquisizione dell’INGV.

 

La natura distribuita della tecnologia DAS permette di ottenere un punto di misura ogni 5 metri. In un’area soggetta a sciami sismici frequenti e bradisismo, questa densità di dati è fondamentale per identificare anche gli eventi minori, spesso invisibili alle reti classiche, ma cruciali per comprendere l’evoluzione del rischio. L’analisi di questa mole impressionante di informazioni — che può superare i 20 Terabyte di dati — viene affidata a sofisticati algoritmi di Intelligenza Artificiale e calcolo ad alte prestazioni, capaci di distinguere in tempo reale il “rumore” della città (traffico, cantieri) dai segnali geofisici reali.

 

La Valorizzazione delle Infrastrutture Esistenti
L’intesa prevede che FiberCop metta a disposizione tratti di cosiddetta “fibra spenta” (cavi posati ma non ancora utilizzati per il traffico dati) situati in aree geologicamente strategiche. Questo approccio rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare applicata alla tecnologia: non è necessario scavare nuovi solchi o installare costose stazioni di rilevamento in zone impervie o sottomarine; si utilizza ciò che è già presente nel sottosuolo, potenziandone la funzione originale.

 

“La nostra rete assume un ruolo ancora più ampio, diventando una piattaforma evoluta per la sicurezza e la prevenzione ambientale”, ha sottolineato Massimo Sarmi, Presidente e AD di FiberCop. L’obiettivo è integrare questa “rete invisibile” con gli strumenti di osservazione tradizionali dell’INGV per creare un sistema di sorveglianza permanente e ad altissima precisione su tutto il territorio nazionale.

Una Nuova Frontiera per la Protezione Civile
Per il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, garantire un sistema di monitoraggio capillare nelle zone a maggiore rischio è una priorità assoluta. L’uso della fibra ottica non sostituisce i sismografi storici, ma li affianca, colmando lacune geografiche (specialmente in mare o in aree difficilmente accessibili) e aumentando la velocità di risposta in caso di emergenza.

La collaborazione tra INGV, FiberCop, Università ed Enti di ricerca internazionali promette di sviluppare ulteriormente il Fiber Optic Sensing, arrivando a rilevare non solo vibrazioni, ma anche variazioni di temperatura e deformazioni meccaniche lungo la rete. L’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nell’uso delle infrastrutture digitali per la resilienza del Paese, dimostrando che la fibra ottica, oltre a connetterci, può fare qualcosa di ancora più importante: proteggerci.