Tutti contro tutti nel girone I Savoia, il finale è da brividi
Il girone I di Serie D si conferma un raggruppamento incerto. Giunti alla venticinquesima giornata, la classifica delle prime posizioni non è solo corta: è una polveriera. Cinque squadre racchiuse in appena cinque punti rappresentano un unicum che trasforma ogni domenica in uno spareggio promozione.
Al comando c’è l’Igea Virtus con 49 punti, ma il fiato sul collo delle inseguitrici è diventato asfissiante. Il calendario che attende le big è un labirinto di scontri diretti che toglie il sonno agli allenatori. La capolista Igea Virtus ha davanti a sé un percorso minato: le sfide contro Nissa, Reggina e lo scontro frontale con il Savoia alla terzultima giornata decideranno il destino dei siciliani. Non è da meno il Savoia (47), che dopo aver inseguito per mesi, vede la vetta a un passo. Gli oplontini dovranno però gestire un finale di stagione da brividi, incrociando proprio l’Igea e l’Athletic Palermo in un mini-torneo finale che testerà la tenuta nervosa di una piazza caldissima. La Nissa (46) e l’Athletic Club Palermo (45) rappresentano le mine vaganti più pericolose.
I palermitani, in particolare, hanno il vantaggio teorico di una gara da recuperare contro l’Enna: una vittoria li proietterebbe virtualmente al secondo posto solitario. Tuttavia, il calendario dell’Athletic è forse il più complesso, con una sequenza di “big match” contro Nissa, Reggina, Gelbison e Savoia che non concede pause. La Reggina (44), dal canto suo, sorniona e blasonata, resta in agguato. Gli amaranto sanno che il gap di cinque punti dalla vetta è colmabile, a patto di uscire indenni dalle trasferte contro Igea e Athletic.
In questo scenario da “tutti contro tutti”, la Gelbison, sesta e staccata di cinque lunghezze dalla zona playoff, potrebbe paradossalmente diventare l’ago della bilancia. Pur non essendo nel quintetto di testa, i cilentani affronteranno tre delle prime quattro della classe, recitando il ruolo di “giudice supremo” della promozione. In Serie D, spesso, non vince chi corre più forte, ma chi sa soffrire meglio. Con nove giornate ancora da disputare, il Girone I non è più un campionato: è una partita a scacchi giocata a ritmi folli. La promozione diretta in Serie C passerà dai dettagli, dai recuperi degli infortunati e dalla capacità di non smarrire punti contro le cosiddette “piccole”, che in questo girone non esistono.

