Bagnoli, scudo della Procura sui cantieri: monitoraggio settimanale per l’ambiente
I riflettori della Procura di Napoli restano accesi sull’area ex Italsider di Bagnoli. Con l’accelerazione dei lavori in vista dell’America’s…
Il futuro di Bagnoli torna a passare per il mare, ma questa volta con una manovra di ingegneria e logistica senza precedenti in Italia. È ufficialmente partito il cronoprogramma per i dragaggi dello specchio acqueo antistante la colmata, un passaggio obbligato per trasformare l’ex area industriale nel teatro della prossima America’s Cup 2027.
Il piano tecnico: una rotta verso il Nord Europa
Le operazioni, affidate alla multinazionale belga Deme in partnership con le napoletane Savarese e Iterga Costruzioni, entreranno nel vivo la prossima settimana. L’obiettivo è ambizioso: scavare il fondale fino a una quota batimetrica di -6,3 metri rispetto al livello del mare. Solo così le imbarcazioni hi-tech della Coppa America potranno accedere in sicurezza al bacino di 20 ettari protetto dalla nuova scogliera a “T”.
In totale, verranno rimossi circa 130.000 metri cubi di sabbia, con uno spessore medio di scavo di quasi due metri. Ma la vera sfida non è lo scavo, bensì la gestione del materiale. Si tratta di sedimenti potenzialmente contaminati da idrocarburi e residui industriali, eredità del passato siderurgico del sito. Per evitare l’impatto del traffico pesante sul quartiere, il Commissariato di Governo ha scelto la via marittima: speciali navi caricheranno i fanghi nocivi per trasferirli in discariche specializzate in Belgio, Olanda e Norvegia. Una “grande migrazione” dei veleni che punta a bonificare l’area eliminando il rischio di stoccaggi provvisori in loco.
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Il bivio tra sport e bonifica
Per il sindaco e Commissario di governo, Gaetano Manfredi, l’America’s Cup è il volano che accelera un risanamento atteso da trent’anni. «Le opere a mare sono funzionali al ripristino dell’ecosistema», ha ribadito Manfredi, sottolineando come l’approfondimento del pescaggio sia il primo passo concreto per restituire la balneabilità alla costa bagnolese. In questa partita gioca un ruolo chiave anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn, impegnata in progetti sperimentali per il monitoraggio e la rinascita della flora marina locale.
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Tensioni sociali e l’ombra dei magistrati
Tuttavia, il clima a terra resta rovente. Se da un lato il Comune annuncia un’operazione trasparenza e convoca un Consiglio comunale monotematico per martedì prossimo, dall’altro i comitati civici sono sul piede di guerra. Le proteste hanno già causato i primi blocchi stradali ai mezzi diretti ai cantieri. Le associazioni contestano l’uso dell’evento sportivo come pretesto per una bonifica ritenuta parziale o errata nelle modalità.
Una diffidenza che è arrivata fino agli uffici della Procura di Napoli. I magistrati hanno infatti aperto un fascicolo d’indagine basato sugli esposti presentati da diverse sigle sindacali e ambientaliste. Sotto la lente degli inquirenti ci sono le procedure di gestione dei rifiuti e la compatibilità dei lavori con i vincoli ambientali esistenti. Mentre le navi della “Deme” scaldano i motori, la sfida di Bagnoli si gioca su due fronti: quello sportivo internazionale e quello giudiziario cittadino.
