Ercolano, accoltellò la rivale in amore per gelosia: finisce ai domiciliari con il braccialetto elettronico
Ercolano. Dalla denuncia per lesioni all’accusa di tentato omicidio. A sei mesi dall’aggressione shock nel cuore del centro cittadino, arriva la svolta giudiziaria nell’inchiesta sulla lite a colpi di coltello tra due rivali in amore sfociata nel sangue.
È stata posta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico la venticinquenne di Napoli – oggi residente a Lodi, in Lombardia – ritenuta responsabile del ferimento di una coetanea avvenuto il 5 agosto 2025 in un parcheggio cittadino. Secondo la ricostruzione degli investigatori, non si sarebbe trattato di una lite improvvisa degenerata in pochi istanti, ma di un incontro concordato.
Le due giovani si sarebbero date appuntamento in un parcheggio di Ercolano per chiarire questioni personali rimaste in sospeso. Ma il confronto, stando agli atti, si sarebbe trasformato in una trappola. La 25enne avrebbe dapprima aggredito la coetanea a pugni, per poi estrarre un grosso coltello da cucina e colpirla ripetutamente al fianco e al gluteo, infliggendo ferite profonde e potenzialmente letali. Quando i carabinieri della tenenza di Ercolano giunsero sul posto, trovarono la vittima riversa a terra in una pozza di sangue.
Trasportata d’urgenza all’ospedale Maresca di Torre del Greco, la giovane venne sottoposta a cure immediate. Per ore si ritrovò a lottare tra la vita e la morte e solo grazie al tempestivo intervento dei sanitari il pericolo di vita venne scongiurato. Oggi le sue condizioni sono stabili, ma le ferite – fisiche e psicologiche – restano profonde.
Determinanti per la ricostruzione dei fatti sono stati il sequestro dell’arma – rinvenuta poco distante dal luogo dell’aggressione – e le testimonianze raccolte dai militari. Incrociando dichiarazioni e riscontri oggettivi, gli inquirenti hanno delineato un quadro inquietante.
Alla base dell’aggressione ci sarebbe un movente passionale. Una relazione contesa, gelosie cresciute nell’ombra, rancori sedimentati nel tempo. Insomma, l’appuntamento sarebbe stato organizzato proprio per un confronto definitivo su questioni sentimentali mai risolte.
Parole diventate accuse, accuse diventate schiaffi, e infine la lama. Un copione che sembra uscito da un dramma, ma che si è consumato in pieno giorno, sotto gli occhi increduli di diversi passanti.
Elementi capaci di convincere il gip della sussistenza di gravi indizi e del pericolo di reiterazione del reato, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio e verificare eventuali responsabilità ulteriori. Ma una certezza resta: quella mattina di agosto, in un parcheggio come tanti, si è consumato un tentato omicidio che poteva trasformarsi in femminicidio.
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