Frode nella cantieristica: sequestro da 1,8 milioni a un’azienda di Gragnano
INDAGINE
27 febbraio 2026
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Frode nella cantieristica: sequestro da 1,8 milioni a un’azienda di Gragnano

Crediti inesistenti per "Transizione 4.0", formazione fantasma e tesi copiate dal web: la Guardia di Finanza di Monfalcone smantella un sistema di indebite compensazioni fiscali nel settore navale
Marco Cirillo

Al termine di una complessa attività investigativa, i finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Monfalcone, agendo su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip. L’operazione, nata su richiesta dell’Ufficio di Procura, ha portato al blocco di beni e disponibilità per un valore complessivo di circa 1,8 milioni di euro.

 

L’indagine ha preso il via da una verifica fiscale condotta nei confronti di una società operante nel settore della cantieristica navale con sede legale a Gragnano. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’azienda avrebbe messo in atto un meccanismo di frode tra il 2019 e il 2023, compensando debiti tributari attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti relativi a costi mai effettivamente sostenuti.

 

Nello specifico, i crediti indebitamente utilizzati rientrano tra le misure finanziate dal P.N.R.R. nell’ambito della cosiddetta “Transizione 4.0”, un programma volto a sostenere le imprese nelle attività di formazione, ricerca e sviluppo per l’integrazione di nuove tecnologie industriali digitali.

 

Dall’analisi della documentazione acquisita, i finanzieri hanno riscontrato gravi incongruenze riguardanti i corsi di formazione, che non sarebbero mai stati erogati ai dipendenti. Anche le attività dichiarate come ricerca e sviluppo si sono rivelate fittizie: anziché essere finalizzate alla creazione di nuovi progetti o prototipi, consistevano in semplici elaborati teorici che, in alcuni casi, risultavano copiati da tesi di laurea disponibili online.

 

Grazie a questa documentazione falsa, la società ha generato crediti d’imposta fittizi per oltre 2 milioni di euro, utilizzandone 1,8 milioni per non pagare i debiti tributari e ottenere così un indebito risparmio d’imposta. Dato il superamento delle soglie penali, la Procura ha richiesto il sequestro per impedire la dispersione dei proventi dell’evasione.

 

Il sequestro ha colpito disponibilità finanziarie, quote della società, immobili e beni mobili registrati. Tra i beni sottratti alla disponibilità dell’azienda e della sua legale rappresentante figurano un’imbarcazione da 160.000 euro e oggetti di lusso, inclusi due orologi Rolex.