Inchiesta sul Monaldi, l'espianto del cuore di Domenico fu anticipato dai medici
Un trapianto di cuore segnato da quattro minuti. È in questo brevissimo lasso di tempo che si concentra uno dei…
A margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Campania, il Presidente della Regione Roberto Fico è tornato a parlare della morte del piccolo Domenico, il bambino deceduto a seguito di un trapianto di cuore che si è rivelato essere danneggiato. Le parole del governatore delineano una linea di prudenza istituzionale, in attesa che il quadro ispettivo e giudiziario si completi.
L’ispezione del Ministero
Fico ha confermato che la macchina dei controlli regionali è stata attivata immediatamente dopo la tragedia. La commissione d’inchiesta nominata dalla Regione ha già completato una prima relazione tecnica che è attualmente al vaglio del Ministero della Salute. Il dicastero dovrà ora integrare queste conclusioni con i rilievi prodotti dai propri ispettori inviati presso l’ospedale Monaldi.
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I provvedimenti per i vertici del Monaldi
«Ho attivato tutti i poteri previsti per controllare e vigilare. Vedremo l’esito finale dopo che il Ministro avrà terminato il lavoro con i suoi tecnici», ha detto Roberto Fico che interpellato sulla possibilità di un provvedimento o di un “gesto” (come dimissioni o sospensioni) da parte dei vertici dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, il governatore ha preferito non anticipare i tempi: «Prima di definire il tutto, vorrei chiudere definitivamente l’istruttoria della direzione generale Salute della Regione e aspettare quella del ministero. Poi la magistratura farà il proprio corso».
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L’inchiesta della Procura
La morte di Domenico ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha sollevato interrogativi critici sulla catena di controllo degli organi destinati al trapianto. L’inchiesta punta a chiarire perché un cuore non idoneo sia stato giudicato trapiantabile e come sia stato possibile che le lesioni organiche non siano state rilevate tempestivamente. Parallelamente alle ispezioni amministrative, la magistratura sta procedendo per accertare eventuali responsabilità penali tra il personale medico e i coordinatori della rete trapianti coinvolti nel prelievo e nel successivo intervento.
