Patto di confine contro i “furbetti” del sacchetto: task force tra Boscoreale e Terzigno
AMBIENTE
27 febbraio 2026
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Patto di confine contro i “furbetti” del sacchetto: task force tra Boscoreale e Terzigno

L’alleanza, che si estenderà anche a Poggiomarino, punta su droni, fototrappole e sanzioni severe per tutelare il decoro del Parco Nazionale
Giovanna Salvati

Una linea comune per cancellare le “terre di nessuno”. È questo lo spirito con cui i Comuni di Boscoreale e Terzigno hanno deciso di dichiarare guerra aperta allo smaltimento illecito dei rifiuti, un fenomeno che da anni flagella le aree di confine, trasformando strade secondarie e sentieri agricoli in discariche a cielo aperto. La nascita di una task force intercomunale, ufficializzata oggi, segna un cambio di passo decisivo nella gestione del territorio vesuviano, spostando il focus dalla gestione ordinaria a un’azione di contrasto coordinata e muscolare.

 

L’alleanza istituzionale: fare squadra per il territorio
L’iniziativa ha preso forma durante un vertice operativo tenutosi nella mattinata di giovedì, che ha visto seduti allo stesso tavolo Pasquale Di Lauro, sindaco di Boscoreale, e Francesco Ranieri, primo cittadino di Terzigno. All’incontro hanno partecipato non solo i vertici politici, ma anche i comandanti delle rispettive Polizie Locali e i responsabili degli Uffici Tecnici. La presenza dei reparti operativi è il segnale che non si tratta di un semplice protocollo d’intesa d’ufficio, ma di un piano tattico pronto a partire nelle prossime settimane.

 

L’obiettivo è colmare quel vuoto normativo e operativo che spesso si crea nelle zone di confine, dove la competenza territoriale incerta diventa il rifugio ideale per chi sversa illegalmente detriti edili, rifiuti domestici e scarti industriali. L’azione, inoltre, non resterà limitata ai due comuni promotori: è già stato annunciato il coinvolgimento del Comune di Poggiomarino, creando così un vero e proprio “scudo ambientale” nel cuore dell’area vesuviana.

 

Repressione e prevenzione: il piano d’azione
La task force si muoverà su tre binari paralleli. Il primo è quello repressivo: le Polizie Locali effettueranno pattugliamenti congiunti, superando i limiti dei confini comunali per inseguire e identificare i responsabili. Sarà potenziato l’utilizzo di strumenti tecnologici come le fototrappole e i droni per monitorare i punti critici. Il secondo binario riguarda la bonifica: sono già previsti interventi straordinari di pulizia per rimuovere gli accumuli storici e restituire decoro urbano ai cittadini. Infine, la prevenzione: campagne di informazione capillari per sensibilizzare la popolazione sulla corretta gestione dei rifiuti e sui rischi per la salute pubblica derivanti dai roghi o dai depositi incontrollati.

 

«Abbiamo deciso di fare squadra perché solo unendo forze e risorse possiamo incidere davvero», ha dichiarato il sindaco Pasquale Di Lauro. Per il primo cittadino boschese, la tutela della salute e dell’ambiente è una priorità che non può conoscere confini amministrativi: «Non esiteremo ad applicare le massime sanzioni previste. Ringrazio il collega Ranieri per aver compreso immediatamente la gravità della situazione e per la disponibilità a collaborare».

 

Il ruolo dei territori e la risposta dei cittadini
L’impulso decisivo per la creazione di questo coordinamento è arrivato dalla consigliera comunale di Boscoreale, Adriana De Falco, che ha fortemente caldeggiato l’incontro tra le amministrazioni. «Era necessario attivare un coordinamento tra Comuni per dare una risposta concreta ai cittadini e difendere il nostro territorio con azioni mirate e condivise», ha spiegato la consigliera. Secondo De Falco, la task force rappresenta solo il “primo passo” di un percorso più ampio volto a proteggere un’area che, ricadendo spesso all’interno o a ridosso del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio, possiede un valore naturalistico inestimabile che viene sistematicamente sfregiato dall’inciviltà.

 

La sfida ora passa alle strade. I cittadini, stanchi di vedere i propri territori degradati, guardano con speranza a questa operazione che punta a trasformare Bagnoli e le zone limitrofe in modelli di legalità ambientale. Con l’ingresso imminente di Poggiomarino, la task force punta a diventare un esempio virtuoso di gestione sovracomunale, dimostrando che la lotta alle ecomafie e ai piccoli inquinatori si vince solo con la cooperazione e la tecnologia.