Torre Annunziata, lo scempio rifiuti non risparmia la Madonna della Neve
RACCOLTA IN TILT
27 febbraio 2026
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Torre Annunziata, lo scempio rifiuti non risparmia la Madonna della Neve

Raccolta rifiuti in panne. L'ennesima dimostrazione che il piano di raccolta non funziona
Antonio Di Martino

Ancora rifiuti abbandonati lungo le strade di Torre Annunziata: una scena che si ripete senza sosta, tra incuria e degrado diffuso che non risparmiano neanche la Basilica della Madonna della Neve. È proprio accanto al santuario dedicato alla patrona, cuore religioso e simbolo identitario della città, che l’emergenza immondizia mostra uno dei suoi volti più evidenti. Sacchi neri accatastati, buste lasciate ai lati dei contenitori, bidoni traboccanti oltre il limite, materiali ingombranti poggiati sul basolato della piazza: un accumulo che stride con il valore storico e spirituale del luogo.

 

Le immagini scattate pochi giorni fa restituiscono la fotografia di uno spazio che dovrebbe rappresentare decoro e raccoglimento e che invece si ritrova circondato da rifiuti conferiti senza criterio. E sorge una domanda, la stessa che si pongono tanti cittadini: «È giusto questo scempio?». L’interrogativo accompagna una criticità che non conosce pause. Gli operatori della PrimaVera intervengono quotidianamente per ripristinare le condizioni di pulizia, ma il fenomeno dell’abbandono indiscriminato continua a ripresentarsi, spesso a poche ore dagli interventi.

 

Il risultato è un ciclo continuo fatto di rimozioni e nuovi conferimenti fuori regola, con punti sensibili che tornano rapidamente a riempirsi. Se in zone come Rovigliano o in via Plinio, nei pressi del Maximall Pompei, il verde incolto viene utilizzato per occultare sacchi e vecchi arredi, davanti alla Basilica l’impatto visivo è immediato, sotto gli occhi di fedeli, residenti e visitatori. Il luogo che custodisce la patrona diventa così il simbolo di un problema più ampio che incide sul decoro urbano e sull’immagine complessiva del centro cittadino. Quando il degrado arriva fin sotto la facciata della Madonna della Neve, la questione assume un significato ancora più evidente per l’intera comunità.