Tragedia al Monaldi anche nel 2024. Catetere fatale per il piccolo Christian. Dodici imputati
Napoli. La brevissima vita di Christian è durata appena sei giorni, spegnendosi nel cuore della notte del 10 dicembre 2024,…
La tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni deceduto sabato scorso presso l’ospedale Monaldi di Napoli, rischia di scoperchiare un vaso di Pandora sulle condizioni della sanità campana, in particolare nel delicato settore dei trapianti pediatrici. Federconsumatori Campania, attraverso il legale Carlo Spirito, ha depositato un esposto formale presso la Procura della Repubblica di Napoli, sostenendo che l’evento fatale non possa essere archiviato come una tragica fatalità episodica, ma che debba essere inquadrato in un contesto di gravi carenze strutturali e organizzative che affliggono da tempo la struttura ospedaliera.
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Il caso di Domenico è balzato agli onori della cronaca non solo per il triste epilogo, ma per la serie di presunte inefficienze che hanno accompagnato il suo percorso clinico: il bambino era stato sottoposto a un trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre, ma l’organo necessario alla sua sopravvivenza sarebbe giunto a destinazione danneggiato durante il delicato trasporto da Bolzano a Napoli.
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Secondo quanto riportato nell’esposto dell’associazione, esisterebbe un nesso preoccupante tra le falle del sistema logistico-organizzativo e gli eventi letali registrati in ambito pediatrico. Federconsumatori solleva il dubbio che negli anni si siano verificati altri decessi sospetti all’interno del medesimo programma trapiantologico, suggerendo la presenza di un problema “sistemico”. La denuncia punta il dito contro una possibile riduzione dei livelli di sicurezza assistenziale, chiedendo ai magistrati di accertare se i protocolli clinici siano stati seguiti con rigore e se le condizioni operative del centro fossero realmente conformi alle normative vigenti.
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Particolare attenzione viene richiesta sulla gestione della popolazione pediatrica, considerata estremamente vulnerabile sotto il profilo infettivo e assistenziale. L’obiettivo dell’azione legale è verificare se le carenze logistiche, come quelle emerse nel trasporto dell’organo da Bolzano, abbiano rappresentato una concausa determinante nella morte del piccolo. In un clima di crescente tensione e dolore per la famiglia Caliendo, la richiesta di Federconsumatori è chiara: far luce su ogni ombra gestionale per evitare che simili drammi possano ripetersi, garantendo che l’eccellenza medica non venga vanificata da disfunzioni burocratiche o strutturali che pesano sulla pelle dei pazienti più fragili.
