Dati sanitari condivisi e lezioni nelle scuole: medici, istituzioni e associazioni fanno rete per il dramma della Terra dei Fuochi
EMERGENZA AMBIENTALE
28 febbraio 2026
EMERGENZA AMBIENTALE

Dati sanitari condivisi e lezioni nelle scuole: medici, istituzioni e associazioni fanno rete per il dramma della Terra dei Fuochi

Negli uffici della prefettura di Napoli il confronto con università, medici e istituzioni sull'allarme più grande per il territorio
Andrea Ripa

Informare i cittadini, coordinare le iniziative sul territorio e mettere finalmente insieme i dati ambientali e sanitari per fare chiarezza su una delle emergenze più drammatiche della Campania. È con questi obiettivi che si è riunito in Prefettura a Napoli il tavolo tecnico convocato dal prefetto Michele di Bari, un incontro che segna un nuovo passaggio nel percorso istituzionale per affrontare la questione Terra dei Fuochi. Il vertice si è svolto al Palazzo di Governo e ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e degli enti coinvolti nella gestione delle politiche ambientali e sanitarie. Presenti il commissario straordinario per le bonifiche in Terra dei Fuochi, Giuseppe Vadalà, il direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, Francesco Bortone, il viceprefetto incaricato dal Ministero dell’Interno per il contrasto agli incendi dolosi di rifiuti in Campania, oltre ai rappresentanti della Regione Campania, delle Asl competenti e dell’Ufficio scolastico regionale.

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Studenti e ed esperti –  Al tavolo anche il mondo accademico con le università Federico II e Luigi Vanvitelli, insieme agli enti tecnici e scientifici come Ispra, Arpa Campania e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Non sono mancati i rappresentanti dei comitati civici e delle associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente e Isde – Medici per l’Ambiente, da anni impegnate sul territorio nel monitoraggio e nella sensibilizzazione sui rischi legati all’inquinamento ambientale.

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Il vertice – L’incontro arriva a poche settimane dalla Conferenza permanente regionale che si era tenuta sempre in Prefettura il 30 gennaio scorso, convocata per discutere del processo di attuazione della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso Terra dei Fuochi. Una decisione che ha acceso nuovamente i riflettori internazionali su un territorio segnato per anni dallo smaltimento illecito dei rifiuti e dai roghi tossici. Proprio da quel confronto era emersa la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e informazione alla popolazione, oltre a costruire un sistema più efficace di coordinamento tra istituzioni, enti scientifici e realtà associative.

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I continuii confronti – Il tavolo tecnico convocato dal prefetto si inserisce dunque in questo percorso e punta a dare concretezza agli impegni assunti nelle settimane precedenti.Durante la riunione è stato fatto il punto sulle attività di sensibilizzazione già avviate e su quelle che saranno messe in campo nel prossimo semestre. L’obiettivo è creare una rete stabile che coinvolga scuole, università, parrocchie e altri luoghi di aggregazione sociale, così da raggiungere in maniera capillare i cittadini e diffondere informazioni corrette sui rischi ambientali e sulle iniziative di prevenzione.

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Le strategie – Le campagne informative potranno inoltre essere affiancate da programmi di screening sanitario e da attività di biomonitoraggio, strumenti ritenuti fondamentali per comprendere meglio l’impatto dell’inquinamento sulla salute delle comunità locali. Uno dei punti centrali emersi dal confronto riguarda però la gestione e la diffusione dei dati.

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I dati condivisi – È stata infatti condivisa la necessità di mettere a sistema il patrimonio di informazioni ambientali e sanitarie attualmente disponibili, spesso frammentato tra diversi enti e difficilmente accessibile ai cittadini.Per questo motivo è stata decisa la creazione di uno specifico gruppo di lavoro che avrà il compito di analizzare i dati esistenti e predisporre un progetto capace di riunirli in un sistema unico, accessibile e strutturato. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e consentire una lettura chiara e condivisa della situazione del territorio. Un passo che, nelle intenzioni delle istituzioni coinvolte, dovrebbe contribuire non solo a migliorare la conoscenza del fenomeno ma anche a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle azioni di contrasto agli illeciti ambientali e nelle politiche di tutela della salute pubblica.

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