Morte di Domenico, le chat delle infermiere del Monaldi: «Hanno fatto un casino, si porteranno il bimbo sulla coscienza»
TRAPIANTO AL MONALDI
28 febbraio 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

Morte di Domenico, le chat delle infermiere del Monaldi: «Hanno fatto un casino, si porteranno il bimbo sulla coscienza»

Le conversazioni Whatsapp acquisite dalla procura di Napoli
Andrea Ripa

Sono le 16.06 del 23 dicembre scorso. In sala operatoria all’ospedale Monaldi di Napoli si consuma uno dei momenti più delicati del trapianto che dovrebbe salvare la vita al piccolo Domenico Caliendo. Il cuore arrivato da Bolzano viene impiantato nel torace del bambino, ma qualcosa non va. L’organo non riparte.È in quei minuti concitati che iniziano a circolare i primi messaggi tra alcuni operatori sanitari. Chat WhatsApp finite oggi agli atti dell’inchiesta aperta sulla morte del bambino e che contribuiscono a ricostruire cosa sarebbe accaduto durante quelle ore drammatiche in sala operatoria.In una delle conversazioni un’infermiera che nel frattempo ha terminato il turno e ha lasciato l’ospedale chiede aggiornamenti ad alcuni colleghi rimasti in reparto.

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La risposta che riceve è lapidaria: “Non va… zero… è una pietra”, scrive la caposala riferendosi al cuore appena impiantato. La replica dell’infermiera è immediata: “Mamma mia, se lo portano sulla coscienza”.Le conversazioni proseguono e restituiscono il clima di tensione che si respirava in quei momenti. In un’altra chat la stessa infermiera domanda a una collega: “A che state?”. La risposta racconta una possibile anomalia nella conservazione dell’organo: “Hanno portato il cuore nel ghiaccio secco. Si è congelato, forse non lo può impiantare. È un casino”. Passano circa quindici minuti e arriva un nuovo scambio di messaggi. “Avete risolto? Ma lui ha fatto il pazzo?”, chiede ancora l’infermiera, riferendosi alle decisioni prese in sala operatoria.La risposta prova a spiegare il tentativo estremo dei medici per recuperare l’organo: “Per scongelarlo lo abbiamo messo nell’acqua calda. Se riparte è un miracolo”.

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Pochi istanti dopo arriva un’altra domanda, sempre nella chat: “Ma lo sta mettendo?”. Il riferimento è al cardiochirurgo incaricato del trapianto, il dottor Oppido. La replica non lascia spazio a dubbi: “Pazzo. E che te lo dico a fare? Sì, lo sta mettendo”, si legge nel passaggio di un articolo del Mattino.  Le conversazioni, ora acquisite dagli investigatori, rappresentano uno dei tasselli dell’inchiesta che punta a chiarire cosa sia realmente accaduto quel pomeriggio dell’antivigilia di Natale nel blocco operatorio del Monaldi. Al centro degli accertamenti ci sono le procedure di trasporto e conservazione del cuore arrivato da Bolzano e le modalità con cui l’organo sarebbe stato trattato prima dell’impianto.

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Gli investigatori stanno ricostruendo passo dopo passo la catena delle decisioni prese in quelle ore: dal trasferimento dell’organo alla gestione in sala operatoria, fino al tentativo di far ripartire il cuore una volta impiantato. Le chat tra operatori sanitari, insieme alla documentazione clinica e alle consulenze tecniche disposte dalla magistratura, potrebbero aiutare a fare luce sulle cause della morte del piccolo Domenico e sulle eventuali responsabilità.Un’inchiesta delicatissima che tocca uno dei campi più complessi della medicina, quello dei trapianti, e che dovrà stabilire se tutto sia avvenuto nel rispetto dei protocolli oppure se ci siano stati errori o negligenze nelle procedure.

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