Traffico di barboncini dall’Ungheria a Castellammare di Stabia: assolti i due imputati
CRONACA
28 febbraio 2026

Traffico di barboncini dall’Ungheria a Castellammare di Stabia: assolti i due imputati

L’indagine era partita da un controllo effettuato al valico di Fernetti dalla Guardia di Finanza, che aveva scoperto tre bouledogue francesi e tredici barboncini nani trasportati su un veicolo Volkswagen.
Michele De Feo

Il Tribunale di Trieste ha assolto due imputati coinvolti in un processo per traffico illecito di animali da compagnia e falsificazione della documentazione sanitaria. Si tratta di un cittadino ungherese di 22 anni e di un 61enne originario di Castellammare di Stabia, accusati di aver introdotto in Italia sedici cani privi di regolari certificazioni.

 

L’indagine era partita da un controllo effettuato al valico di Fernetti dalla Guardia di Finanza, che aveva scoperto tre bouledogue francesi e tredici barboncini nani trasportati su un veicolo Volkswagen. Secondo l’accusa, gli animali non erano dotati dei sistemi di identificazione individuale obbligatori o avevano certificazioni alterate, oltre a essere sprovvisti, dove richiesto, del passaporto sanitario.

 

Gli animali erano destinati al 61enne di Castellammare di Stabia, in base a un presunto accordo precedente all’ingresso in Italia, mentre il giovane ungherese guidava il mezzo. Le contestazioni facevano riferimento alla legge 201/2010, che disciplina il traffico illecito di animali da compagnia, e alle norme sulla regolare identificazione e certificazione sanitaria.

 

Al termine del processo, il Tribunale ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per condannare i due imputati, pronunciando una sentenza di assoluzione. Il procedimento, iniziato nell’ottobre 2022, si è concluso con un esito favorevole ai due, dopo oltre due anni di attesa.

 

I due imputati erano difesi dall’avvocato Riccardo Nurra, del foro di Trieste, per il cittadino ungherese, e dall’avvocato Simone Ciro Giordano, del foro di Milano, per l’uomo di Castellammare di Stabia. Entrambi gli avvocati avevano sostenuto l’assenza di responsabilità dei loro assistiti, posizione confermata dalla sentenza.

 

La vicenda giudiziaria aveva sollevato inizialmente forti sospetti di un traffico internazionale di cuccioli, fenomeno purtroppo diffuso e spesso con gravi implicazioni etiche e sanitarie. Tuttavia, il Tribunale di Trieste ha evidenziato come le prove raccolte non fossero sufficienti a dimostrare le accuse, sancendo l’innocenza dei due imputati. Questa decisione rappresenta una conclusione importante, anche alla luce della sensibilità crescente verso la tutela degli animali e della necessità di contrastare il commercio illegale che li riguarda.