DENTRO IL PALAZZO
1 marzo 2026
DENTRO IL PALAZZO

Il consigliere Ciro Buonajuto: «La Regione punta su scuola e cultura» | IL VIDEO

L'ex sindaco di Ercolano ospite del format televisivo negli studi tv di Metropolis Quotidiano
Vincenzo Lamberti

Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano, oggi consigliere regionale e presidente della prima commissione regionale che si occupa di affari generali.

 

Buonajuto, partiamo subito da un dato che mi incuriosisce: tre sindaci in regione forse il dato è arrotondato per difetto, due eletti in aula e uno assessore in un territorio piccolissimo. La politica all’ombra del Vesuvio ha una marcia in più?

 

«Guardi, i sindaci hanno una marcia più perché i sindaci sono riconosciuti dai cittadini e quando lavorano bene i cittadini li premiano. Vede la politica è molto cambiata rispetto a tanti anni fa. Cinque persone in una stanza non riescono a condizionare il futuro di un territorio, quando un sindaco lavora bene, quando il sindaco è presente, viene premiato dai cittadini e noi ne siamo un esempio».

 

Parliamo tra l’altro di quello che che sta accadendo anche in queste ore: si presenta il bilancio che è il tema più importante. Si tratta del primo bilancio della giunta regionale Fico che poi arriverà ovviamente in consiglio per l’approvazione. Che cosa vi aspettate da questo bilancio?

 

«E’ un bilancio sul quale purtroppo abbiamo avuto poco tempo per approfondire, ma io sono ottimista perché dobbiamo trovare risorse per migliorare la sanità, soprattutto la sanità territoriale, perché se migliora la sanità territoriale ci sarà un risparmio della spesa generale. Dobbiamo migliorare il sistema di trasporti per garantire non soltanto ai turisti di raggiungere tutti i nostri attrattori, ma anche ai campani di vivere meglio nelle proprie realtà. Dobbiamo garantire maggiori assunzioni: la Regione Campania ha bisogno di centinaia e centinaia di dipendenti che possono essere giovani e che possono portare un rinnovato entusiasmo».

 

Lei ha parlato di sanità e non posso, in questi giorni così difficili, non farne una domanda su quello che è un caso che ha sconvolto e ha creato un momento di dolore fortissimo in tutta la comunità, in tutta Italia forse anche al di fuori dell’Italia: è il caso del piccolo Domenico Caliendo, il caso del trapianto del Monaldi. Lei che pensa di questa vicenda?

 

«E’ evidente che non doveva capitare. è una tragedia che non doveva capitare perché è legata ad un errore umano di chi ha messo il cuore a in quel contenitore commettendo una gravissima superficialità. Però attenzione a demonizzare un’eccellenza che è il nostro Monaldi. Noi dobbiamo stare attenti a non far perdere la fiducia tra i cittadini, la fiducia rispetto alle istituzioni sanitarie, demonizzando l’eccellenza dei cardiochirurgici del Monaldi che hanno fatto degli interventi straordinari di cui magari nessuno ne ha parlato e adesso, purtroppo a causa dell’errore, ne stanno parlando tutti. Chi ha sbagliato pagherà, la giustizia sta facendo il suo corso anche molto velocemente però non dimentichiamo che il Monaldi è un’eccellenza e che tante volte sono stati eseguiti interventi incredibili, diventando un esempio nel mondo».

 

Lei è presidente della prima commissione lo dicevamo prima, ma è anche componente di un’altra commissione, quella che si occupa di scuola, che si occupa dei giovani, di politiche sociali, cultura.

 

«Questo è un tema centrale cioè il rilancio di questo territorio è un rilancio che deve partire dalla scuola e dai giovani. Mi perdoni è il motore del rilancio non è mai l’effetto. La scuola, la cultura, le politiche sociali non sono mai fine, ma sono sempre lo strumento. Una buona scuola crea una responsabilità collettiva o una cultura dell’accoglienza. Crea degli studenti che poi saranno classe dirigente all’altezza. La cultura è il motore della nostra economia non soltanto perché una gran quantità di turisti vengono a vedere il parco archeologico di Pompei, il parco archeologico di Ercolano, ma la cultura dell’accoglienza rappresenta uno strumento di indotto economico e sociale non soltanto turistico: quindi io credo molto in questa commissione e credo che lavorare in questa commissione, lavorare bene in questa commissione, porterà dei benefici e nostri territori io ce la metterò tutta, mi impegnerò davvero».

 

Parliamo di un altro argomento che è già al centro del dibattito politico e anche dei mass-media ed è il referendum: si vota il 22 e il 23 marzo per il referendum sulla giustizia. Qual è la sua posizione e soprattutto ritiene che il dibattito sia abbastanza chiaro?

 

«Io sono un po’ controcorrente. Io credo credo che la nostra posizione non sia la posizione dei cittadini italiani. Io dubito che la gran parte dei cittadini italiani abbia ben compreso cose accadrà qualora dovesse vincere il sì. Sapete che la gran parte dei giudizi civili in Italia è davanti al giudice di pace? E sapete che, in questo momento, per ottenere una sentenza innanzi al giudice di pace c’è bisogno di tre anni? Sapete perché le grandi multinazionali straniere non vengono ad investire in Italia perché spesso per ottenere un proprio credito ci vogliono decenni ed a volte è impossibile. E questo che interessa ai nostri cittadini, a mio zio, a mia zia, mio cugino, al suo collaboratore che lavora nella stanza a fianco. Interessa quanto tempo ci vuole per recuperare un credito, quanto tempo ci vuole per vedere il proprio diritto affermato e il dibattito televisivo, legato al referendum, secondo me rischia di allontanare gli italiani dalla politica. Detto questo sono seriamente indeciso e lo dico con umiltà perché un politico  non dovrebbe mai essere indeciso rispetto a un tema così delicato. Però qualora dovesse vincere il sì, qual è l’obiettivo che hanno nel cuore molti politici: indebolisci la pubblica accusa? Però con un Csm autonomo, c’è il rischio di rafforzarla. Io credo che a prescindere dall’esito del referendum, questa sia una riforma scritta male. La giustizia ha bisogno di una riforma, ma non scritta così male”.

 

In primavera non si vota solo per il referendum. Si va anche al voto per le amministrative e territori importanti tra cui anche la sua Ercolano come si muove e come si sta muovendo Casa Riformista su queste nuove battaglie, nuove sfide per rinnovo dei consigli comunali?

 

«Casa Riformista è presente non solo ad Ercolano, ma ad Afragola, Sorrento, Ottaviano, siamo un partito che si sta strutturando territorialmente. Ad Ercolano ci sarà la nostra lista con il nostro simbolo e sono certo che saremo determinanti. Non abbiamo paura e la sfida la raccogliamo in tutte le città».

 

Sarà un’eredità ingombrante ad Ercolano quella dell’ex sindaco Buonajuto?

 

«Chiunque verrà penso che sarà più bravo di me».

 

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