Un avvocato stabiese bloccato ad Abu Dhabi:«Aiutateci, stanno bombardando tutto»
GUERRA IN MEDIO ORIENTE
1 marzo 2026
GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Un avvocato stabiese bloccato ad Abu Dhabi:«Aiutateci, stanno bombardando tutto»

Guerra in medio oriente, un avvocato stabiese bloccato negli Emirati Arabi: "L'ambasciata non risponde, siamo abbandonati"
Michele De Feo

Tra gli italiani rimasti bloccati ad Abu Dhabi a causa dell’escalation militare in Medio Oriente c’è anche un avvocato di Castellammare di Stabia, in viaggio negli Emirati per motivi professionali.

 

L’uomo si trovava in una struttura a pochi metri dall’iconico Emirates Palace – noto anche come Etihad Palace – quando la situazione è precipitata e lo spazio aereo è stato chiuso per ragioni di sicurezza.«Fino a poche ore fa era tutto normale – racconta al telefono – poi abbiamo iniziato a sentire un boato dopo l’altro. I missili si percepiscono distintamente mentre sorvolano la città. È un rumore sordo, che ti resta addosso».

 

L’avvocato spiega di aver cercato immediatamente contatti con le autorità consolari italiane: «Sto chiamando l’ambasciata da stamattina, ma essendo domenica non risponde nessuno. Capisco le procedure, ma in momenti come questi ci si sente soli».

 

Secondo il suo racconto, nella notte tra sabato e domenica le sirene hanno interrotto il silenzio della capitale emiratina. Le forze di difesa aerea sono entrate in azione intercettando diversi ordigni diretti verso obiettivi strategici.

 

«Dalla finestra dell’hotel si vedevano luci improvvise nel cielo, come scie che si incrociano. Non è qualcosa che dimentichi facilmente».

Le tensioni si inseriscono in un quadro di guerra sempre più ampio che coinvolge attori regionali e internazionali. Dopo settimane di attacchi incrociati e minacce, il conflitto ha conosciuto un’ulteriore escalation con raid missilistici e risposte militari mirate. Gli Emirati Arabi Uniti, pur mantenendo una posizione ufficiale di stabilità e controllo, hanno rafforzato le misure di sicurezza in tutto il Paese, in particolare nella capitale e nelle aree sensibili.L’avvocato campano è stato successivamente trasferito in un altro hotel ritenuto più sicuro, lontano dai principali edifici istituzionali.

 

«Ci hanno spostati in fretta, senza darci troppe spiegazioni. Qui la situazione è più tranquilla, ma l’ansia resta. Ogni rumore improvviso fa sobbalzare».Intanto, decine di italiani attendono indicazioni per il rientro. I voli sono sospesi o riprogrammati, e le comunicazioni risultano difficoltose.

 

«Non vedo l’ora di tornare a casa, a Castellammare – conclude –. In questi momenti capisci quanto siano importanti le cose semplici: la famiglia, il mare, la normalità».La Farnesina monitora l’evolversi della crisi e invita alla prudenza. Nel frattempo, per chi è bloccato ad Abu Dhabi, le ore scorrono lente tra telefonate, aggiornamenti frammentari e il rumore lontano di una guerra che, all’improvviso, è diventata fin troppo vicina.