Agguato in pieno giorno a Napoli est, uomo freddato dai sicari
Una veduta di San Giovanni a Teduccio
INCUBO SICUREZZA
2 marzo 2026
INCUBO SICUREZZA

Agguato in pieno giorno a Napoli est, uomo freddato dai sicari

Killer in azione in via Sorrento, l'uomo è deceduto durante il trasporto in ospedale
Pietro Costante

Un agguato in pieno giorno, nel cuore di un quartiere popoloso e tra le strade attraversate quotidianamente da residenti e lavoratori. Poco dopo mezzogiorno un uomo è stato ucciso a colpi di pistola in via Sorrento, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città. I killer hanno colpito in strada, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco contro la vittima. Un’esecuzione rapida, avvenuta sotto gli occhi di chi in quel momento si trovava nei paraggi. L’uomo, gravemente ferito, è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, ma è morto durante il tragitto a causa delle ferite riportate. Sul posto sono intervenute immediatamente le forze dell’ordine e i sanitari del 118. L’area è stata transennata per consentire i rilievi della polizia scientifica mentre gli investigatori hanno avviato la caccia ai responsabili dell’agguato. Al vaglio degli inquirenti anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso l’azione dei sicari o la loro fuga. Nel mirino dei killer è finito il 33enne Salvatore De Marco, che è stato raggiunto da diversi proiettili.

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L’omicidio riaccende i riflettori su una questione che ciclicamente torna a dominare il dibattito cittadino: l’emergenza criminalità a Napoli. Colpire in pieno giorno, in strada e in un quartiere densamente abitato, rappresenta un segnale forte e inquietante della capacità della criminalità organizzata di agire con estrema spregiudicatezza. San Giovanni a Teduccio è da anni uno dei territori più delicati della città sotto il profilo della sicurezza. Nonostante le operazioni delle forze dell’ordine e gli arresti che negli ultimi anni hanno colpito diversi clan attivi nell’area orientale, il tessuto criminale continua a mostrare una preoccupante resilienza. Gli equilibri tra gruppi rivali restano fragili e spesso basta poco per innescare nuove spirali di violenza. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite, ma tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un agguato maturato in ambienti della criminalità organizzata o legato a dinamiche di controllo del territorio. Il modus operandi — un attacco rapido, mirato e in pieno giorno — richiama infatti modalità tipiche degli omicidi di stampo camorristico.

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Tra i residenti della zona, la notizia dell’omicidio ha provocato sgomento e paura. In molti parlano di spari improvvisi che hanno fatto scattare il panico tra passanti e commercianti. In pochi istanti la strada si è svuotata mentre le sirene delle ambulanze e delle pattuglie hanno rotto il silenzio del quartiere. L’episodio riapre inevitabilmente anche il tema della sicurezza urbana e della presenza dello Stato nei quartieri più esposti alla pressione criminale. Negli ultimi anni Napoli ha conosciuto fasi alterne: momenti di relativa calma seguiti da improvvise recrudescenze della violenza armata. Ogni agguato riporta alla luce la fragilità di equilibri costruiti spesso con difficoltà.