Barriere architettoniche: Napoli arretrata, bene per Salerno
Era il 1986 quando la Legge n.41 introduceva l’obbligo per i Comuni di dotarsi dal PEBE (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Oggi, nel 2026, la Campania appare ancora come un territorio profondamente ostile alla mobilità universale.
Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Associazione Luca Cascioni, il diritto alla libertà di movimento per le persone con disabilità resta, in gran parte della regione, una promessa tradita.
L’analisi dei capoluoghi campani rivela un panorama frammentato, dove la burocrazia sembra procedere a una velocità incompatibile con le esigenze dei cittadini.
Salerno è l’unica provincia ad aver formalmente adottato il Piano, delibera di Giunta 127/2025, ma l’iter non è concluso manca ancora il via libera definitivo del Consiglio Comunale. Avellino e Benevento sono entrambe in una fase interlocutoria, il percorso è avviato, con il via libera in commissione ad Avellino, ed una fase di adozione a Benevento, ma il traguardo è ancora lontano.
A Caserta invece, nonostante l’ottenimento di finanziamenti regionali dedicati, non risultano aggiornamenti pubblici sullo stato di avanzamento dei lavori, mentre il dato più allarmante è quello che riguarda la città di Napoli. Non solo mancano informazioni online, ma l’amministrazione non ha fornito risposte nemmeno alla richiesta di accesso agli atti.
Il caso della Campania non è isolato, ma riflette una paralisi nazionale, infatti, su 118 comuni capoluogo monitorati in Italia solo il 36,4% ha una PEBA approvata, mentre il 28,8% non ha un piano o non fornisce informazioni, ed il dato più allarmante è che solo il 15% della totalità dei comini italiani è in regola.
L’Associazione Luca Cascioni non si limita alla denuncia, ma porta la battaglia nelle aule di giustizia con l’avvocato Alessandro Gerardi che sottolinea come la giurisprudenza stia creando un precedente fondamentale «l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia, sono stati condannati a adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi.»
«Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta.» Così dichiara Rocco Berardo, coordinatore iniziative Associazione Luca Coscioni.
L’indagine resta aperta: l’Associazione invita cittadini e amministrazioni a inviare segnalazioni e aggiornamenti per mappare in tempo reale i progressi (o le mancanze) del Paese.

