Castellammare, un intero quartiere senza medici di base: 3000 cittadini sprovvisti di assistenza sanitaria
SANITA'
3 marzo 2026
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Castellammare, un intero quartiere senza medici di base: 3000 cittadini sprovvisti di assistenza sanitaria

L’associazione «Quartiere attivo» scrive a sindaco e Asl «Anziani e disabili sprovvisti di assistenza sanitaria»
Michele De Feo

«Circa 3.000 abitanti» senza un’adeguata assistenza sanitaria di base. È la denuncia che arriva dalla periferia nord di Castellammare di Stabia, dove l’Associazione Quartiere Attivo accende i riflettori sulla carenza di medici di medicina generale nell’area di Ponte Persica e chiede «un intervento urgente» alle istituzioni.

 

La lettera, indirizzata al sindaco Luigi Vicinanza, al direttore generale dell’ASL Napoli 3 Sud Giuseppe Russo e al direttore del Distretto 53 Salvatore Marasco, parla di una «grave criticità» che coinvolge un’ampia fetta di popolazione, composta in larga parte da anziani e persone fragili.

 

«L’Associazione Quartiere Attivo, in rappresentanza dei residenti della Periferia Nord – Ponte Persica, intende portare alla Vostra attenzione una grave criticità che coinvolge circa 3.000 abitanti della zona», si legge nella missiva. Il nodo è la carenza di medici di base, un problema che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti in diversi territori, ma che qui — secondo i firmatari — rischia di trasformarsi in un’emergenza sociale.

 

«Attualmente il numero dei medici di medicina generale risulta insufficiente a garantire l’assistenza sanitaria di base a tutti i cittadini», scrive l’associazione. La conseguenza è che «molti residenti, in particolare persone anziane, disabili e soggetti fragili, sono costretti a recarsi nel centro cittadino per effettuare visite mediche, ottenere prescrizioni di farmaci o accedere ad altri servizi essenziali». Un disagio quotidiano che pesa soprattutto su chi ha difficoltà a spostarsi.

 

«Questa situazione comporta disagi significativi, soprattutto per chi ha difficoltà negli spostamenti o condizioni di salute precarie», prosegue la lettera, che richiama esplicitamente il tema dell’equità nell’accesso ai servizi sanitari. «Si tratta di una condizione che incide direttamente sul diritto alla salute e crea una disparità nell’accesso ai servizi sanitari territoriali».Il riferimento è chiaro: l’assistenza primaria rappresenta il primo presidio di tutela per i cittadini e la sua assenza o insufficienza rischia di amplificare le fragilità.

 

«La tutela della salute è un diritto fondamentale e l’assistenza primaria rappresenta un servizio essenziale che deve essere garantito in maniera equa e continuativa su tutto il territorio», sottolineano i rappresentanti del quartiere. Da qui la richiesta formale di intervento.

 

L’associazione chiede di «verificare la reale copertura dei medici di medicina generale nella Periferia Nord – Ponte Persica», di «procedere con l’assegnazione di nuovi medici ove necessario» e di «attivare con immediatezza soluzioni temporanee (ambulatori di prossimità, potenziamento dell’assistenza domiciliare, presidi sanitari territoriali) per garantire i servizi essenziali». Non una semplice segnalazione, ma un appello che punta a ottenere risposte concrete in tempi rapidi. «Confidando in un tempestivo riscontro e in un intervento concreto a tutela dei cittadini, porgiamo distinti saluti», conclude la lettera.