Maxi processo ai clan di Torre Annunziata: in aula il nodo delle intercettazioni
Il processo davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata
CAMORRA
3 marzo 2026
CAMORRA

Maxi processo ai clan di Torre Annunziata: in aula il nodo delle intercettazioni

Ci sono 47 imputati nell'udienza a carico degli ex appartenenti ai clan Gionta e Gallo-Cavalieri
Andrea Ripa

Il maxiprocesso al «Terzo Sistema» entra nel vivo. Domani si terrà un’udienza cruciale, destinata a segnare una svolta nell’istruttoria: al centro della discussione ci sarà il nodo delle intercettazioni ambientali e telefoniche, pilastro dell’impianto accusatorio. Relazionerà un perito incaricato di analizzare e verificare il materiale captato dagli inquirenti. Davanti al collegio giudicante sono imputate 47 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa e traffico organizzato di stupefacenti. Tra loro figura Ciro Perna, ritenuto al vertice del gruppo, insieme a Luigi Gallo, Gennaro Pinto, Bruno Milite, Vittorio Della Ragione e Salvatore Orofino, indicati come elementi chiave nella gestione delle attività criminali. Il procedimento riguarda il cosiddetto «Terzo Sistema», organizzazione nata dalla confluenza di ex affiliati dei clan Gionta e dei clan Gallo-Cavalieri, radicata a Torre Annunziata e con ramificazioni nell’area salernitana.

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Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe costruito un sistema capillare di gestione delle piazze di spaccio, movimentando ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana. Proprio le intercettazioni rappresentano uno dei cardini dell’inchiesta: conversazioni ritenute decisive per delineare ruoli, gerarchie e modalità operative del sodalizio. La difesa punta ora a verificare autenticità, integrità e corretta trascrizione dei dialoghi, motivo per cui l’udienza di domani potrebbe portare alla nomina di un consulente tecnico super partes.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Amoruso, Armentano, Boffa, Bonzani, Cesarano, D’Avino, de Gennaro, Iorio, Irlando, Porcelli, Striano e Ricciulli, chiamati a smontare un impianto accusatorio che la Procura considera solido e strutturato. Dopo le prime fasi preliminari, il processo entra dunque nella sua fase più delicata. L’attenzione è alta: dall’esito del confronto sulle intercettazioni potrebbe dipendere una parte significativa del futuro dibattimentale e, in prospettiva, il destino giudiziario degli imputati.