Napoli: 71 arresti. Colpo ai Mazzarella e all’Alleanza di Secondigliano. Risolto l’omicidio di Durante
Napoli si è svegliata oggi sotto il frastuono degli elicotteri e il lampeggiante delle gazzelle, testimoni di uno dei colpi più duri inferti alla criminalità organizzata negli ultimi anni. Un’operazione congiunta, condotta con precisione chirurgica dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e dalla Squadra Mobile, ha portato all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelari nei confronti di ben 71 persone. Non si tratta di semplici gregari, ma di una decapitazione che tocca i vertici, i reggenti e i quadri intermedi dei due grandi cartelli che da decenni si contendono il dominio dell’area metropolitana: i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano.
La spartizione del territorio e il controllo militare
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha permesso di ridisegnare con precisione millimetrica la mappa del potere criminale nel cuore di Napoli. Le indagini hanno svelato come i quartieri del centro storico e della periferia fossero stati oggetto di una spartizione feroce e sistematica tra i clan Mazzarella, Contini (costola dell’Alleanza di Secondigliano) e il gruppo Savarese-Pirozzi.
Il potere di queste organizzazioni non si limitava al semplice profitto economico, ma si manifestava attraverso un vero e proprio “presidio stabile” dei rioni. Gli affiliati, secondo quanto emerso dalle attività investigative, controllavano ogni vicolo, ogni piazza, pronti a fare uso di una disponibilità d’armi definita dagli inquirenti “enorme”. Questo controllo militare serviva a garantire il regolare svolgimento delle attività illecite classiche: lo spaccio capillare di stupefacenti e un sistema di estorsioni soffocante, i cui proventi servivano a foraggiare le casse dei clan e a pagare i cosiddetti “stipendi” agli associati, garantendo così la fedeltà e la tenuta dell’organizzazione anche nei periodi di detenzione dei leader.
Sangue chiama sangue: la verità sull’omicidio Durante
Uno dei risultati più significativi dell’operazione odierna riguarda la risoluzione di un tassello mancante in una delle stagioni di sangue più cruente degli ultimi mesi. Grazie a una delle ordinanze emesse, gli investigatori sono riusciti a individuare il presunto secondo autore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, freddato in un agguato il 15 marzo 2025.
Il delitto di Durante non è stato un episodio isolato, ma l’anello di una catena di violenza legata a doppio filo con la morte di Emanuele Tufano, ucciso il 24 ottobre 2024. Questi scontri rappresentano il tragico culmine della guerra per il controllo dei traffici tra i gruppi criminali del quartiere Sanità e quelli di Piazza Mercato. Un conflitto armato maturato tra i vicoli del centro dove la vita umana è stata usata come moneta di scambio per il prestigio criminale. Per l’omicidio Durante era già stato individuato il mandante e un primo esecutore; con l’arresto odierno si chiude, almeno sul piano investigativo, il cerchio intorno al commando di fuoco.
Un segnale per la città
L’operazione odierna non è solo una vittoria giudiziaria, ma un segnale di resilienza dello Stato in territori dove la percezione di impunità rischia spesso di alimentare nuove leve criminali. Colpire i clan Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano contemporaneamente significa scuotere le fondamenta di un sistema che, nonostante i colpi subiti, dimostra una capacità di rigenerazione costante. La collaborazione tra Polizia e Carabinieri, sotto l’egida della DDA, ha dimostrato che la risposta istituzionale può essere più efficace della violenza dei cartelli. Per Napoli è un giorno di respiro, ma la strada per liberare i rioni dal giogo del racket e della droga resta ancora lunga e tortuosa.

